Ho appena scoperto che negli Stati Uniti passano oggi al digitale terrestre; cioé, oggi smettono tutte le trasmissioni analogiche.
Là le compagnie televisive si lamentano che poco meno di 3 milioni di americani non si sono ancora forniti dell'opportuno decoder. Il termine era stato stabilito per il febbraio scorso; poi vedendo che mancavano all'appello più di 5 milioni di persone, avevano spostato il termine ad oggi.
La cosa divertente è che, a prescindere da "familiarità" con venditori di decoder, il governo americano ha messo a disposizione un buono da 40$ e ogni famiglia ne può richiedere due. Questo sempre (fino a oggi), non importa di che marca o da chi andare a comprarlo.
40$ è poco, direte; beh, il prezzo dei decoder in USA va, appunto, dai 40$ a circa 80$, per quelli che permettono anche l'accesso ai famosi contenuti aggiuntivi. Quindi, chiunque voglia ricevere il digitale può non spendere nulla e acquistare il prodotto base; se proprio è interessato ai "contenuti aggiuntivi" aggiunge di suo.
Mi pare una buona cosa. Se a qualcuno interessano i particolari e legge l'inglese, il sito è
questo.
Ricordo che tempo fa c'era stato anche da noi il buono da spendere (mi pare che non coprisse tutto il costo), poi sono finiti i soldi e basta.
Quelli che pensano di avere ragione solo perché strillano più forte.
Quelli che parlano, parlano, parlano... solo perchè non hanno idee.
Quelli che hanno idee, ma che purtroppo pensano che siano quelle Giuste. Sempre.
Quelli che non hanno mai dubbi.
Quelli che non pensano... e vivono felici.
Quelli che fanno a botte per fare le selezioni del Grande Fratello.
Quelli che pensano che essere educati sia roba da bambini.
Quelli che... io sì che sono furbo, non pago le tasse e poi si lamentano che la sanità non funziona.
Quelli che sono sicuri che gli altri siano tutti cretini, o peggio.
Quelli che il loro scopo è di avere un passaggio di 30 secondi alla televisione.
Quelli che i politici si spartiscono una torta e allora ne voglio una fetta anch'io.
Quelli che tanto è tutto un magna-magna.
Quelli che non ci sono più le mezze stagioni.
Quelli che si stava meglio prima.
Quelli che in televisione stanno a pensarci 10 minuti per il colore del cavallo bianco di Napoleone.
Quelli che oggi la barca ce l'hanno tutti, anche i poveretti.
Quelli che accidenti a lui, che ha venduto Kaka.
Quelli che internet è l'origine di tutti i mali, si stava meglio senza.
Quelli che il nucleare è l'energia più sicura.
Quelli che la strada è mia e voi non dovete rompere i c....
Quelli che tanto è inutile la raccolta differenziata, che poi buttano tutto assieme.
Quelli che all'estero è peggio, è solo che non lo si sa.
Quelli che la discoteca dall'una alle cinque è il massimo.
Quelli che non assumono i co.co.pro perché hanno poca esperienza.
Quelli che non assumono i 50enni perchè hanno troppa esperienza.
Quelli che ciao, sono della compagnia telefonica, ho un importante messaggio per te.
Quelli che ma come fai ad avere lo stesso telefonino per un anno di seguito?
Quelli che la gente dovrebbe fare debiti per comprare il superfluo.
Quelli che basta un quiz alla tv per essere allegri.
Quelli che il quiz lo sognano da 10 anni.
Ok, ci siete tutti?
Bene. Gentilmente, vedete un po' di andare a....
Le previsioni per la mia regione sono per un passaggio nel secondo semestre 2010.
Sono passato dal sito RAI, gestore del servizio, per avere maggiori informazioni, oltre a quelle che si sentono in giro.
Premetto che la parola "digitale" mi ha sempre affascinato: sono appassionato di fantascienza, ho fatto la tesi su un Digital PDP-8, ho un personal in casa dal 1984 (ora ne ho 4, tutti in funzione), uso internet dal 1989, da qualche anno lavoro nello sviluppo software, ho archivi digitali di foto, bollette e documenti in genere, registro la mia musica tramite il computer, faccio acquisti sulla rete.
Ma questo digitale non mi convince.
Ho sfogliato le FAQ che riportano i vantaggi del dgitale terrestre; provo a farne una piccola lista.
Più canali
Possibilità di avere 5 canali dove ora ce n'è uno; mah, ho vissuto il periodo in cui ne esistevano tre, compresa TMC. Non ne sento il bisogno; soprattutto da quando esistono programmi quasi identici su canali diversi; se voglio vedere un po' di fantascienza devo affittare un DVD.
Qualità audio e video
Certo, il segnale digitale è molto buono... finché è perfetto: quando anche solo una parte del segnale è disturbato, il video scompare completamente. Digitale: o acceso o spento, nessun stato intermedio. Non mi interessa lo stereo dolby surround terrific and terrible, in cui l'attore ti parla nell'orecchio ed i treni transitano nella stanza. Se cerco un'immersione completa vado al cinema. Ho un 24 pollici e non mi sta stretto.
Servizi interattivi
Lo spettatore può “entrare nei programmi televisivi quali quiz e giochi a premi, rispondendo a domande e sondaggi ed esprimendo un voto o un commento". L'ultimo quiz visto era presentato dal Mike nazionale; non ho voglia di vedere persone che si credono intelligenti solo perché sono apparse in TV. Non andrò certo a fare commenti in trasmissioni sui Grandi Parenti, Isole Sperdute e Fattori X, dove gente conosciuta e non, fa a pezzi comportamenti e canzoni.
T-government, T-Banking
No, grazie; ho già il mio fido Mac con cui pago bollette, amministro il conto, mi informo e faccio altro. Non ho bisogno di un ulteriore strumento per fare le stesse cose e con meno piacere.
Videoregistratori digitali
Qual è la novità? Sono anni che registro i programmi interessanti (di solito trasmessi a ore impossibili per chi lavora), prima su cassetta ed ora direttamente sul portatile. Alcuni servizi in rete mi danno la possibilità di registrare e scaricare anche quando non sono a casa. I VCR digitali non sono novità, solo tecnologia.
Minore inquinamento elettromagnetico
Di qualche decimo di percento? Mettiamoci telefonini, radio, reti wireless, satelliti, GPS, termometri senza fili, ecc ecc; poi togliamo i canali analogici ma inseriamo quelli digitali. Differenza?
Lista finita. Dove sono, almeno per me, i vantaggi? Dovrò spendere per ottenere qualcosa che ho già. Ma questa è la società dei consumi: se non ri-paghi qualcosa ogni tanto, chi produce non può guadagnare.
Ho pensato di utilizzare un sintonizzatore digitale USB e dedicare un computer alla tele; non è detto che non lo faccia: sarebbe come far guerra ad una zanzara con un carro armato, ma mi toglierebbe la soddisfazione.
Ultima cosa: si parla soltanto di migliorare il segnale, non i programmi. Una fetecchia (circa i 3/4 della programmazione) non diventa spettacolo solo passando al digitale. Vedremo le stesse cretinate, la stessa informazione attuale, solo che sarà in alta definizione.
Altri voglio il digitale? Non possono stare senza 50 canali, tutti simili? Bene, comprate pure il decoder; ma lasciatemi l'analogico. Passerò al digitale quando almeno il 50% dei programmi saranno decenti.
E' circa due mesi che non posto nulla su questo blog, ma ora non posso prorio farne a meno...
Ho appena letto del "casino" (scusate il francesismo, ma mai come ora si adatta alla situazione) dei reality.
Posto che non li ho mai potuti soffrire, proprio a partire dall'idea; per questo motivo non ho mai acceso la TV per guardare uno di questi tremendi sotto-prodotti da visione. Penso di non essere mai riuscito a vederne più di 30 secondi di fila; la scelta era obbligata: o cambiare canale, o tirare la prima cosa che avevo sotto mano contro il televisore. E visto che rompere un CRT (sono ancora uno dei pochi che ce l'ha) è anche pericoloso, la scelta non esisteva. Ho persino smesso di seguire gli spettacoli della Gialappa's, che ormai si imperniavano solo su sequenze di questi aborti televisivi.
Ora però siamo arrivati all'impossibile: uno dei responsabili della RAI ha affermato (quoto tra virgolette perché così si trova nell'articolo di un quotidiano) "abolire certe trasmissioni significherebbe togliere programmi che aiutano comunque a generare una ventata d’ottimismo".
In effetto sento una ventata, ma non certo di ottimismo! Soprattutto se pensiamo solo per un momento che in queste trasmissioni ci sono sia i personaggi di oggi che quelli di domani. Che pensano che per risolvere il problema di "cosa fare nella vita" si risolva semplicemente nel diventare un eroe di cartone.
Ora, finché si trattasse di un dovertimento, ok: chiunque può decidere come dvertirsi, basta che non rompa le scatole agli altri. Ma questo non è un divertimento: c'è gente che fa a botte pur di poter accedere ai provini, come se fosse l'ultima possibilità della vita.
E poi, diciamola tutta: ci sono spettatori che guardano questi programmi perché pensano che così si possa capire il comportamento umano. Ma guardiamoci un attimo: siamo davvero sicuri che quello che avviene sotto le telecamere sia la persona vera? Per me, no! Sapendo di essere ripresi, quei ragazzi non fanno altro che fare quello che gli altri, quelli fuori, si aspettano che facciano. Così possono diventare famosi. Ecco quindi che sui giornali si riporta che la tale è andata a letto con il tal'altro, per cui la prima cosa è che "bisogna scopare con qualcuno": solo così si fa notizia.
Allo stesso modo: il VIP che si trova malissimo su una delle isole, credete che lo faccia per sfida? Per dimostrare che si adatta, che sarebbe capace di tornare povero? Mi pare abbastanza lampante che lo fa solo per diventare famoso. La celebrità deve essere rinverdita spesso, altrimenti la gente ti dimentica. Cosa di meglio di uno spot gratuito? Se poi riesci a litigare con qualcuno, meglio ancora: finisci sulle prime pagine.
Qualcuno un bel po' di tempo fa disse che la religione è l'oppio dei popoli. Non so; di sicuro la televisione ha maggiore possibilità di esserlo.
Non voglio aggiungere un mio commento; qualunque cosa scrivessi sarebbe o inopportuna o superflua.
Lascio che a parlare siano le
parole di Gramellini, dal sito del La Stampa.
Buona lettura!
Posto il fatto che per me rappresenta una sorta di aiuto alla lotta contro l'insonnia (e bisogna dire che negli ultimi anni ha fatto molta strada in questa direzione... mezz'ora di TV fa addormentare chiunque) e alla sera mi si può trovare con il Powerbook sulle ginocchia e, in fondo alla stanza, la TV accesa a basso volume...
Detto anche che, pur essendo appassionato di sport e di calcio in particolare, mi bastava quel bellissimo programma che era 90° minuto (durava un quarto d'ora, con i commenti stringati sulle immagini dei gol della giornata, era tutto quello che serviva)...
...bisogna però rimarcare un segno dei tempi...
Nelle prossime due settimane, bisognava fare spazio alla campagna elettorale, con tutti i suoi dibattiti, commenti, litigi, par condicio ed altro (per carità, il voto è una cosa seria, bisogna avvicinarsi alla cabina elettorale avendo bene in mente cosa fare... almeno, così dovrebbe essere...). Per cui qualche trasmissione TV doveva spostarsi in altri orari o magari essere interrotta per breve periodo.
È stato deciso che la trasmissione sacrificata debba essere la Domenica Sportiva. No problem: oltre i 10 minuti dedicati alla cronaca del posticipo, si tratta poi solo di commenti a non finire, qualche gnocca, che hanno deciso ci sta sempre bene, basta. Il tutto per coprire due e più ore.
Quello che bisogna rimarcare (mi ha fatto fare un balzo sulla sedia, ma voglio essere calmo...) è che gli spazi per una trasmissione diversa dalle tribune elettorali c'era: infatti è stata scelta come cosa da non poter sospendere, quale? Udite udite: X-Factor!!!!
Potrei smettere qui, la cosa si commenta da sé. Però non ce la faccio.
Insomma, togliete pure la Domenica Sportiva, ma non metteteci una cosa peggiore!!!
Con tutta la pubblicità assillante a radio e tv, ne ho guardato qualche pezzettino: sono cattivo se dico che si tratta di un programma come ce ne sono molti (con un purtroppo grosso come una casa)? Non penso di esserlo, al massimo realista. Il solito spettacolo (e spero non si offenda chi fa veramente spettacolo) che anni fa sarebbe approdato solo su tv locali, dove il massimo divertimento era scoprire il vicino di casa ripreso dalle telecamere. Differenze da "La corrida"? Alla fin fine, nessuna; forse qui non si prendono in giro i concorrenti, solo gli spettatori. Anzi: "La corrida" aveva un passato radiofonico, dove aveva un senso (mezz'ora di leggerezza) e magari era anche stato inventato in Italia. X-Factor è la solita scopiazzatura di qualche format (ora si chiamano così) di altri mercati, come è successo per le Isole (famosi??? Ma dove?), i Fratelli (grande??? Ma va là!).
Così si va ad aggiungere alla flotta di amici (ma è una terapia di gruppo?), straniamori, e chiL'haVisti, e quelli che vogliono essere milionari (tanto è solo così che si fanno i soldi, no?) e varianti identiche, tutti che contribuiscono ad una tv da tenere sempre di più come decorazione della casa (in effetti chi si può permettere un plasma da 48 milioni di pollici può pretendere di presentarlo come tale, magari attaccandolo ad un computer e mostrando una bella foto). Evviva i videoregistratori, almeno qualcosa che valga la pena di sogguardare, durante la notte c'è, non sempre, ma c'è.
Rincorsa agli ascolti, ecco dove ci ha portati. Il che significa che i miei gusti sono condivisi sono da una percentuale trascurabile dei possibili utenti televisivi. Questo ci può stare... Ma sul serio la maggioranza vuole vedere questa spazzatura?
Ah ah ah! ROTFL!
Sto ancora ridendo per quanto scritto
qui!.
Sembra proprio che un'indagine tra i ragazzini inglesi, mirata a sondare le loro conoscenze in
astronomia e
astronautica, abbia dato alcuni risultati piuttosto divertenti:
secondo la maggioranza,
Winston Churchill sarebbe il primo uomo sulla Luna, quindi un astronauta, con buona pace di
Neil Armstrong, che probabilmente era un suonatore di tromba. Lo stesso Churchill è stato presentato da un altro sondaggio come il più importante inglese di sempre, per cui sembra ovvio che debba essere stato sulla Luna. Magari vi avrà anche conosciuto qualche UFO-Robot.
Luna che comunque non viene riconosciuta dalle foto; questo non stupisce, se alla fin fine gli stessi ragazzi dicono di non sapere quanti pianeti ci siano nel Sistema Solare. E il nome Mars ricorda soltanto una barretta di cioccolato e non il pianeta Marte.
Questo ci fa stare un po' meglio: dopo tutto siamo sempre a criticare il nostro sistema scolastico ed i metodi di educazione, ma anche altrove non stanno né meglio né peggio. Cultura derivata dalla televisione, che anche in altri paesi pullula di GrandiFratelli e Isole di Famosi, sconosciuti ai più (penseremo mica di averli inventati noi, vero?); cultura colorata dalla pubblicità, come spettacolo più interessante.
La globalizzazione colpisce ancora.
Una volta il lato B era soltanto quello di LP oppure di un 45 giri (in disco, insomma!) e in quest'ultimo caso indicava di solito una composizione di valore minore (anche se ci sono stati casi in cui il Lato B è diventato più famoso dal Lato A).
Ora invece Lato B è diventato un sinonimo, anche piuttosto volgarotto (quando si intende una cosa per indicarne chiaramente un'altra) per indicare il fondo-schiena (così nemmeno io uso il vero nome) delle concorrenti ad un concorso di bellezza.
Come al solito, mi sembra un tentativo di mettere in moto un orgasmo mediatico, anche piuttosto pruriginoso e guardone, in modo da richiamare più genere davanti al teleschermo, a vantaggio dei vari sponsor che hanno pagato una parte della trasmissione.
Però, spero che nessuno si scandalizzi se affermo che in effetti il fondoschiena di una ragazza deve aver voce in capitolo in un ambiente in cui si sta decidendo sulla bellezza della suddetta ragazza. Hanno cercato di far diventare i concorsi di bellezza un qualcosa di simile al Premio Campiello o al Bancarella; le fanno parlare (incredibile, ma sarà per sapere che voce hanno...), le fanno discutere dei massimi sistemi, anche se poi il tutto si risolve parlando della "pace nel mondo".Ma sul serio ci stiamo aspettando che un giurato di Miss Italia cambi voto nello scoprire che la bruttina ha detto cose intelligenti? Al massimo gli diventa simpatica, ma accidenti, è un giudice ad un concorso di bellezza!
Allora perché si son fatte polemiche sul "lato B"??? Allora, per la stessa ragione non chiediamo loro di sfilare in bikini, non chiediamo di indossare scollature vertiginose.
I vari Miss Italia, lo sappiamo, servono per ricuperare agganci con fotografi, curatori di trasmissioni televisive, pubblicitari, per le più fortunate (se è proprio quello che vogliono) significa un contratto di partenza. Quindi mi sa che non ce ne potremo liberare mai. Ma non tentiamo di farli apparire come trasmissioni culturali! Magari se la ragazzina ha qualcosa al di sotto della pelle, riuscirà, forse, a sfruttarlo in seguito; ma per il momento la domanda è: chi è la più bella di voi? Mi serve il suo corpo per la mia campagna, trasmissione, ecc ecc. Allora perché fare gli ipocriti?
Se non vogliamo vedere cose del genere, cominciamo a non fare concorsi di bellezza. Ma finché ci sarà qualcuno che li farà (e non entro nelle motivazioni né degli organizzatori, né delle partecipanti), allora saranno per forza basati sull'apparenza esteriore, da qualunque lato si trovi.
PS: prima che qualcuno mi accusi di essere un guardone, comunico che ho saputo di Miss Italia dalla radio per il litigio Mike-Goggi e che non ho visto nemmeno 5 secondi della trasmissione tv.
Ormai è passato alla storia, senza lasciare traccia come al solito, se non in qualche blog della rete o forse su YouTube. Allora voglio prolungare la sua vita mediatica inserendolo anche sul mio.
Qualche giorno fa una giornalista americana ha rifiutato di leggere la notizia della scarcerazione di Paris Hilton prima delle notizie, sanguinose come al solito, provenienti da Iraq e Afganistan. Per chi non ha visto il video, si trattava di uno di quei notiziari che vengono letti da un giornalista e commentati da ospiti; la giornalista, di cui purtroppo non ricordo il nome, ha tentato di bruciare la velina con la scaletta: non riuscendoci, ha preferito usare un trita-rifiuti, per distruggere definitivamente il foglio. Questo non ha impedito alla regia di tentare di partire lo stesso con il filmato della Hilton, però interrotto, visto che sotto le voci stavano discutendo animatamente, tentando di convincere la giornalista a seguire la scaletta. Questa temeraria ha ripetuto che le notizie dall'oriente erano molto più importanti ed ha quindi mantenuto la posizione.
Non è stato detto cosa sia successo dopo: da un lato bisogna ricordare che in USA è possibile il licenziamento immediato; dall'altro, che sempre in USA la libertà d'opinione della stampa è sempre stata proverbiale: anche se ogni tanto viene messa in dubbio (i venditori di parole esistono ovunque), alla fine è considerata un caposaldo della democrazia.
Devo ricordare che da noi spettacoli inclassificabili (varie isole, fattorie e parenti vari, non solo fratelli, sia grandi che piccoli) hanno guadagnato spazio sia sulle prime pagine dei quotidiani che ai vari tiggì. Senza che nessuno sentisse il dovere di non leggere certe "notizie".
...al
Grande Donatore!
Non è una freddura: se conoscete un po' di olandese (io, per niente! Ma ho usato un traduttore online per verificare!), potete andare sul sito dell'emittente
BNN e vedere che viene pubblicizzato un nuovo programma televisivo: il solito misto di reality, quiz e imbecillaggini varie.
Ma alla fine il premio sarà un
RENE: avete letto bene, proprio un organo del corpo. Ci sarà una persona che vuole essere donatore (fin qui tutto bene) e deciderà a chi regalare il proprio rene.
Sembra che l'inventore della trasmissione pensi, così facendo, di far capire che la donazione di organi è una buona cosa; a me pare che invece verrà passato il tutto come una burletta, anche di cattivo gusto.
Particolare agghiacciante: nel logo del programma (sul sito lo vedete passare nel banner di testa) c'è anche un rene stilizzato. Chissà se la cosa si allargasse ad altre parti anatomiche...
Sono da sempre contro ogni forma di controllo dei media, contro la censura, ma qui mi si sta mettendo a dura prova. Spero che per catturare l'
audience l'inventore del programma decida di donare il proprio cervello e spero anche che nessuno si presenti per averlo.
Vi ricordate quel fatto di cronaca di qualche tempo fa, che occupò tutti i tele/giornali/web/blog per un po' di tempo più delle liti fra politici? Quello in cui una coppia di vicini uccise praticamente tutti gli occupanti di una casa, compreso un bambino?
Ricordate i dubbi sul padre? Era stato in galera per spaccio. Marocchino. Dubbi poi fugati, con servizi giornalistici sull'onestà di questo povero padre, che si trovava all'improvviso senza moglie e figlio.
L'altro giorno passavo in uno studio medico; di solito le riviste che vi si trovano sono veri reperti storici di valore indefinito, ma stavolta c'era un periodico abbastanza quotato. Riportava un'intervista al suddetto padre e la coda era ancora lunga.
Allora, questo padre ha scoperto (gli è stato detto) di avere una faccia che buca il teleschermo, per cui sta pensando di percorrere la carriera di modello, probabilmente foraggiandosi con qualche passaggio su un talk-shaw nazionale. Non sarebbe il primo che sfrutta una disgrazia per diventare famoso; suppongo che sia qualche reazione inconscia che spinge a cose del genere: a me verrebbe da rinchiudermi in me stesso, invece di raccontare sempre la stessa storia, però... ogni persona è diversa.
Poi leggo: si è finito in carcere, ma era soltanto un completto per incastrarlo. Per quale motivo e chi l'avrebbe fatto, non è dato di sapere.
Poi leggo ancora: conosce personalmente il paparazzo (strano che nessuno l'abbia chiamato in quel modo: la parola fotografo mi sembra usurpata con quel tipo) delle foto da ricatto... ops pardòn, da scambio onorevole foto-contro denare. Viene affermato che il paparazzo è una brava persona; che alla fin fine non è malvagio, dopo tutto non ricattava ma proponeva soltanto un acquisto di foto da lui fatte, che lui pensava di pubblicare (mi chiedo allora quale sia la vera definizione di ricatto).
Mi sono chiesto se in quella macabra vicenda di cui sopra, alla fin fine, c'era sul serio una vittima; mi sono risposto di sì: il bambino.
NOTA:
Ero indeciso se postare in questo blog o in quello di tecnologia, ma poi ho deciso che si tratta di costume, la scienza centra poco.
Come tutte le persone curiose, i misteri mi hanno sempre affascinato, forse giusta contrapposizione con una mentalità molto scientifica. Per cui quando questa sera
Italia 1 ha previsto un programma su UFO e dintorni, mi son detto: "questo non me lo perdo".
Presenta Enrico Ruggeri; persona che stimo come cantante e compositore; mi chiedo perché sia passato a conduttore televisivo, ma sono pronto a guardare, criticare e magari a provare qualcosa del ragazzino che ancora c'è in me. Per prima cosa scopro che la trasmissione è incentrata su un personaggio, non sul fenomeno; ma spero di vedere qualcosa di interessante.
Si parla di un caso (metronotte genovese) di un bel po' di anni fa, che sarebbe stato rapito a più riprese da
qualcuno. Ci si trova davanti ad una persona dell'apparente età di 60 anni, che sia dall'aspetto che dalle parole, non fa pensare al solito tipo in cerca di pubblicità. Salta fuori che il racconto che l'ha reso famoso l'ha anche privato di una vita normale: lavoro e vita affettiva andati in fumo.
Si vede benissimo che, qualsiasi cosa gli sia successa (
UFO, fenomeni naturali, delinquenti, che altro) l'ha vissuta a proprie spese. Qualunque sia la causa, è convinto di averla vissuta. Fuori luogo i tentativi di
Paone (sì, c'era anche lui tra il pubblico) di farlo apparire come un
contaballe; alla fine lo stesso Paone se ne accorge e la smette, non prima di aver affermato come sia ovvio che l'uomo venisse schernito da suoi amici, nonostante si capisse quanto fosse stata dolorosa questa esperienza.
Forse per
folklore locale, era stata invitata una tizia che afferma di intrattenere normali rapporti con varie razze di extraterrestri, non fa capire che cosa voglia dire (forse niente del tutto), ma dice che di sicuro sono molto buoni, anche se quelli grigi sono un po' più cattivelli.
Siparietto culturale: Paone chiede una prova di questi strani amici e la giovane afferma che lei stessa è la prova, Paone la fa alzare (fisico da modella e look aggressivo dark, da spaventare un ET) ed afferma che invece è molto terrestre, lei applaude, spero ironicamente, almeno.
Siparietto chiuso.
L'accostamento tra l'ospite principale e questa dark in cerca di gloria mi pare persino offensivo e sto pensando di spegnere la TV, comincio a ribollire. Poi ci sono i famosi filmati delle operazioni su extra-terrestri, già viste, piene di dubbi come la prima volta; insomma che resto a guardare, meditando su questo tipo di televisione.
Si continua con una ricostruzione di quello che sarebbe successo se il metronotte avesse cambiato il giro: il filmato propone una improbabile sventata rapina, con il rapinatore in fuga catturato dagli alieni che, invece della prigione, finisce in manicomio. Invenzioni a livello Vanzina.
Una confessione di un amico dell'ospite: ora che è in pensione può dire di aver visto anche lui con amici qualcosa di strano nel cielo, di molto grande e rotondo. Possibilità di controllo nulla (ma sto parlando da scienziato e questa non è trasmissione per scienziati).
Ma l'apoteosi dell'incredibile non arriva dal cielo, ma da una
macchina del destino (wow!): inquadrata per momenti durante la trasmissione, ora arriva al centro dello studio (gas di scarico compresi), da questa scende... niente-di-meno-che............
Eliana Monti!!!!! Vestita in tailleur elegante, spiega che hanno messo tutti i dati nel loro computer e mostra un filmato di una donna (circa 45 anni, carina ma non troppo) che afferma che non vede l'ora di conoscere il nostro protagonista e (ciliegina sulla torta) è appassionata di fantascienza!!!!!
Eliana Monti risale sull'auto (senza riconoscimenti: almeno niente pubblicità sulla marca) e l'ospite ha
30 secondi di tempo per decidere: se sale sull'auto andrà verso l'incontro che secondo la Monti gli
cambierà la vita (un'altra volta?); se entra in galleria e se ne va, tutto come prima. 30 secondi per cambiare la vita?
Giuro che avrei voluto che il nostro non aspettasse lo scadere e dicesse qualcosa del tipo "
andé a de via u cu" (dopo tutto è genovese). Sì, la scelta è di andarsene, ma con qualche frase che fa fortemente pensare ad una messinscena; con quel personaggio, la storia
doveva finire in questo modo. Perché è il modo che avrebbe fatto più effetto sul popolino. Naturalmente, una telecamera era già pronta a seguire l'uscita a piedi invece che in auto.
La Monti ha avuto il suo momento di pubblicità (non sappiamo se gratuito o no). Il Paone ha dimostrato di essere il Piero Angela di Mediaset. Ruggeri ha dimostrato che deve tornare a dedicarsi a tempo pieno alla musica. E gli extraterrestri hanno a loro volta dimostrato di essere più intelligenti di noi, non volendo comparire in televisione. Nemmeno gli affettuosi amici della bella dark.
Una cosa fuori luogo: una persona che ha passato, per motivi sconosciuti, un momento che ha distrutto la sua vita, di cui non sapremo nulla (UFO, psichiatria, delinquenza, chissà cos'altro), che è stato esposto affinché altri si divertano a guardare, giudicare, ridere.
Spero almeno che lo abbiano pagato veramente bene; e magari che, nelle quinte, abbia chiesto alla Monti il telefono della donna 45enne... sempre che esista...
Cosa è rimasto a me? La sensazione che nella settimana di Sanremo
dobbiamo per forza guardare il festival. O attaccarsi al computer.
Di solito le telenovele sono affidate ad attori esordienti, sconosciuti, che magari proprio in quel modo si fanno conoscere, spesso più per la loro apparenza che per le loro virtù recitative.
Ora abbiamo un salto di qualità: un ex-presidente del consiglio e sua moglie decidono di tenere le loro discussioni private sui giornali e televisioni, magari con diretta ed interruzioni dello sponsor.
Questo argomento ha tenuto le prime pagine dei giornali, da quelli locali fino alla diffusione nazionale. I responsabili PR staranno facendo salti di gioia: un simile passaggio sarebbe costato fior di euro; invece se lo trovano gratis.
Se fosse stato organizzato, non poteva venire meglio.
O forse... lo è stato davvero?
Come non detto: collegandomi ad un post di qualche tempo fa, dopo un periodo iniziale in cui la RAI ha mantenuto le promesse, ora stiamo nuovamente scadendo.
La prima serata comincia attorno alle 21:10 (più dopo che prima); va peggio su Mediaset, dove l'inizio non avviene prima delle 21:25.
Non guardo molto la tele, ma quando qualcosa mi interessa non voglio essere costretto ad attendere la fine di programmini fatti apposta per assecondare le varie veline, i vari pubblicitari, la varia gente che vuole un passaggio in TV.
E naturalmente non mi voglio accollare l'ulteriore spesa di un impianto satellitare; dopo tutto pago già per avere dietro al teleschermo.
Si sta da anni impoverendo tremendamente il contenuto della TV in chiaro, spingendo la gente a pagare di più per avere qualcosa per cui ha già diritto. Da me non avranno altro.
Il nuovo spot della TIM sembra che abbia superato i limiti: ad un certo punto DeSica, rivolgendosi ad una Loren vestita da suora, dice "che ne capisce lei di blues? E' ciociara!". In effetti, vista così, la battuta è poco felice, anche se a metterla in scena sono due attori che provengono proprio da quella zona; anzi, forse la TIM pensava che proprio usando loro lo scherzo sarebbe stato capito, un po' come quando Giobbe Covatta prendeva in giro i difetti dei suoi concittadini.
Ma questa volta non è stato capito. Certo, chi si arrabbia in questo modo sembra avere la coda di paglia, come se si volesse liberare di qualcosa, ma sentisse che comunque se lo sta portando sempre dentro di sé. Anche se la presa in giro c'è, non è certo la prima volta; spesso sono stati usati in pubblicità e nei film i punti più buffi di varie regioni italiane.
Invece, nessuno ha notato quelle affermazioni di qualche giorno fa, relative alle passate elezioni ed ai possibili brogli? Nessuno che si è lamentato? Riporto qualche frase, magari non esatta, vado a memoria: "il nostro voto è serio: non siamo mica dei baluba come nei paesi africani?". Mancava solo che qualcuno affermasse di "non avere l'anello al naso". Anche questo non mi pare un esempio di rispetto.
Allora forse diciamo così: sono passati i tempi in cui era semplice far ridere prendendo in giro le caratteristiche ed i difetti di una popolazione; ora sarà meglio pensare ad altro. Facendo attenzione a non urtare la suscettibilità di nessuno.
Io comincerei col denunciare una parte di registi di Hollywood (e qualche francese) che mette nei propri film il tipico esempio di italiano che non fa altro che ascoltare e cantare opera lirica e mangiare spaghetti.
Ricordo che ci sono dei precedenti: una associazione professionale si era lamentata dello spot di un amaro, dicendo che grazie a quello i suoi associati erano indicati nella vita reale come ubriaconi!
Mah, forse se ci prendessimo un po' meno sul serio sarebbe meglio. "Porta pazienza" diceva una vecchissima pubblicità.
Certo che la TIM non ne indovina una in fatto di pubblicità: prima le tre cretine che sono state bollate come tali da tutti, ora lo spot anti-ciociaro intepretato da una ciociara doc...
La notizia è passata sotto silenzio, non ho visto nessun giornale o web-giornale che ne parli, tanto che comincio a dubitare di averlo sentito sul serio (ero in auto, durante un lungo viaggio di lavoro, con la radio accesa al minimo).
La RAI ha comunicato che non le sembra corretto che si debba diventare nottambuli per seguire la fine di un programma di prima serata, che spesso termina attorno alle 23:30. Per cui ha deciso che da ora in avanti gli orari dovranno essere rispettati: la prima serata comincia alle 21:00 e in genere deve terminare (a parte film lunghi) attorno alle 22:30.
Non posso che applaudire freneticamente a questo annuncio, lo dico senza vena polemica o ironica.
La TV, con le varie spazzature, non è che mi attiri un gran che. Tuttavia può capitare che, per pura casualità, passi un film che mi interessa. Bene, alle 21 mi metto davanti al teleschermo e... aspetto; aspetto finché le varie trasmissioni da milioni di euro al minuto, le veline danzanti, le bonazze di turno, tutti decidano di finire e di lasciare quei pochi spettatori depravati a guardarsi il loro film. Depravati nel senso che dovrebbero invece gustarsi quegli spettacolini (ieri ne ho visto uno il cui titolo inneggiava alla cultura: dopo che ne ho visto 2 minuti, non ero sicuro a che tipo di cultura si riferisse; forse quella fisica).
Una volta iniziato, il calvario non è finito; non sono contrario come principio alla pubblicità durante i film: permette di andare a prendere un bicchiere d'acqua, scambiare quattro chiacchiere con il resto della famiglia, magari persino commentare il film (per me equivale a non guardare lo schermo, mi dispiace per i pubblicitari). Però la presenza ossessionante della pubblicità, spesso a volume almeno doppio rispetto a quello del film (ma non c'è una legge che lo dovrebbe impedire?), fa allungare la durata del film, fino ad arrivare al momento in cui è troppo: ci si alza e si spegne la tele. La serata è fatta anche di altre cose. Quindi le mie serate "film" sono costellate di "coiti interrupti": questi un po' meno dannosi di quelli veri, ma che lasciano un po' sempre l'amaro in bocca e spingono a non ripetere l'esperienza. Nessuna voglia di spendere soldi in più per la benedetta parabola ed il decoder: ho diritto ad una tele sana senza dover pagare quote aggiuntive.
Beh, ora vedremo come sarà la nuova impostazione RAI; ieri era tutto a posto: RAI1 e RAI2 hanno cominciato alle 21, RAI3 era esclusa, vista la programmazione domenicale.
Le reti Mediaset per ora hanno continuato col vecchio andazzo; ho smesso a metà un piacevole film di Verdone, iniziato alle 21:35 (causa una porcheriola precedente) perché più di un'ora dopo eravamo appena a metà. Trattandosi di autoregolamentazione, nessuno obbliga Mediaset, solo il buon senso ed il rispetto per gli spettatori. La tentazione di approfittare della correttezza altrui (mio Dio, la RAI corretta! Cosa sto dicendo???? :-) e di rubare audience deve essere grande; forse per una volta sarebbe bene dimostrare che sul serio di fa qualcosa per chi dà loro da vivere. Che poi alla fine siamo noi.
Cos'è questa novità? O meglio: cos'è questa novità che ci si lamenta che in TV ci sono donne poco vestite?
Ma sul serio c'è gente che considera che questa sia una novità?
Da quando la censura ha smesso di mettere le calze nere alle gemelle Kessler, non abbiamo avuto altro che una lunga sequenza di scollacciature. Dobbiamo ricordare la prima Carrà, che compariva con microscopiche minigonne? La Patty Pravo con i suoi corpetti a strisce millimetriche? Oppure i balletti da orgasmo garantito di Heather Parisi? Per arrivare fino ai giorni nostri, in cui Morandi si mette in mutande? (qui il target è diverso...:-). E dove mettiamo le bellone del Drive-In? Assieme alle ninfette delle veline sculettanti di Striscia?
Oppure bisogna pensare che scoprire la parte superiore è ben più grave che far vedere le gambe assieme al resto? Magari ci sarà un poco poco d'invidia? E non dimentichiamoci del voyerismo prurigginoso dei cosidetti reality (che di realtà hanno veramente poco)?
Da un bel po' di anni i programmi cosiddetti di intrattenimento televisivo hanno uno schema ben definito e collaudato: qualche minuti di discussione, per dar l'idea di essere intelligenti (magari citare l'area del triangolo impressiona) e poi via con la fiera del cattivo gusto, dell'intelligenza a livello subacqueo; a metà altri cinque minuti di finta serietà e poi si riprende il vero programma, un misto di gossip, chiacchiere tra vicine e maleducazione. Naturalmente, meglio se in mezzo al programma qualcuno piange: il caso umano alza sempre l'audience.
La tele come è costruita oggi, salvo qualche rara eccezione, ha molte cose da eliminare: focalizzarsi sulla presenza di attributi femminili (e perché no, anche maschili) è come guardare il dito che indica.
Quello che invece mi fa arrabbiare è che almeno i protagonisti di queste sceneggiate dovrebbero far finta di nulla; invece si scandalizzano e protestano, dicono di essere vittime di cospirazioni e magari pensano di provocare, sottolineando qualche aspetto contestato. Senza accorgersi (o no?) che il copione è scritto e loro lo stanno seguendo alla lettera. Almeno stessero zitti, farebbero più bella figura.
Buono lo sfogo di Lippi; soltanto che detto ora, sembra lo sfogo di qualcuno che è al di fuori...
Perché questa esclamazione?
Diavolo, perché ho appena letto sul giornale che quella specie di
cosa televisiva riguardante le pupe ed i secchioni.....
e' finitaaaaaaaaaaaaa!!!!!!!!!!!
Ne avevo abbastanza di vederne i titoli sui giornali, magari di fianco alla crisi coreana o alle discussioni sulla finanziaria.
Ne avevo abbastanza di leggere titoli che assicuravano che si trattava solo di gente reale, non prezzolata; questo non bastava a tranquillizzarmi,
anzi!
I titoli dicono che ha vinto un fisico (della
pupa non si dice nulla, tanto non dovrebbe esserci nulla da dire); posso essere vagamente contento per la categoria dei fisici, visto che anch'io ne faccio parte.
Ma sarei comunque contento: ....................è finita!
Mi dispiace solo che una cosa del genere, che porta la cretinaggine a livello professionale, sia riuscita a monopolizzare l'interesse di una parte (spero piccola, ma non ci credo...) della popolazione televisiva. Io non sono riuscito a sopportarne più di 6 minuti.
Stranamente non ho visto i soliti articoli di sociologi, che spiegavano il perché del fenomeno; forse perché anche loro si stanno adeguando?
Bah, godiamoci questa tranquillità... fino al sorgere della nuova polpetta televisiva.
Sembra che il ministro delle Telecomunicazioni abbia commissionato uno studio per verificare quel che ciascuno di noi sa già: tutti gli spazi pubblicitari televisivi, qualunque trasmissione si trovino, vengono trasmessi con un volume molto più alto della normale programmazione. Ora che anche una commissione scientifica se n'è accorta, possiamo dire che il volume viene alzato del 51% e circa il 57% delle persone se ne accorge chiaramente (ma... e gli altri? Come fanno a non accorgersene??? E' come se entrasse qualcuno in casa strillando!).
Tutto ciò a fronte di una legge, di un certo numero di anni fa, che vieta una cosa simile. Non avete mai fatto caso che di solito per ascoltare una normale trasmissione, tg compresi, bisogna alzare il volume ben oltre la metà? Il 50% in più non è cosa da niente, per cui per farcelo stare bisogna abbassare il resto!
Personalmente, vedo le pubblicità solo per sbaglio o perché non faccio a tempo ad arrivare al telecomando, soprattutto per spegnere il volume, altrimenti sì che i vicini cominciano a lamentarsi!
Non è che capisca bene bene il motivo: alzando il volume si riesce a convincere meglio la gente? Sul serio c'è gente che con un volume più alto, tende a comprare di più?????
Vedremo un po': la legge era attiva da un bel po' di anni ed era anche stata ben pubblicizzata, ma non ricordo di qualche emittente che l'abbia mai seguita.
Continuo a sentire molta gente, tra cui anche persone che considero al di sopra di (quasi) ogni sospetto, che si lamenta perché li famosi confronti elettorali non piacciono; l'impossibilità di rispondere all'avversario, la necessità di stare nei tempi, ecc ecc toglierebbe stimolo negli spettatori.
A me invece piacciono.. beh, insomma, non ci muoio dietro, ma se decido di sentirne uno, preferisco questi "regolamentati". Forse che non si è più abituati ad ascoltare ma solo a parlare? Forse che è divertente interrompere l'altro? Anche se il verbo giusto non è 'interrompere', bensì 'aggiungere la propria voce al rumore', visto che nessuno accetta di essere interrotto, nemmeno quando è stato lui ad interrompere l'altro ("non interrompere quando interrompo" diceva la moglie in una barzelletta).
Forse se non c'è il pubblico in studio che sottolinea con applausi scroscianti ogni alzata di voce di una parte o dell'altra, non è un vero incontro? E perché non gli striscioni ed i cori da stadio? Ovviamente decidendo prima gli insulti da "tirare".
Forse che abbiamo un piacere sadico nel vedere che in quello schermo i governati d'Italia si scannano? Non contateci, non ci saranno feriti da inquadrare in primo piano. Forse che la gente si abitua a quelle cose (spettacoli? Pfui, direbbe Nero Wolfe) come le isole, le fattorie, le case, pieni di gente che si parla addosso; per cui un politico che parla senza interruzioni per due minuti diventa noioso (ma non lo è più nel momento che decide che tasse mettere...). Forse che avere delle regole da rispettare non è più di moda; meglio lasciare a chi grida di più; o magari a chi ce l'ha più lungo. Il discorso, che credevate!
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