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addí, lunedì, 05 febbraio 2007

Montagne e topolini

Entro breve diventeranno attive le nuove norme per la sicurezza negli stadi.
Qualcosa c'è, ma qualcosa è certamente rimasto fuori. Sembra il risultato mediato tra chi voleva fare veramente qualcosa di diverso e chi invece voleva andare avanti allo stesso modo, con un saluto ai morti e via così.
Non mi pare di vedere sanzioni per quei protagonisti (atleti, allenatori, ecc...) che con i loro comportamenti possono scatenare le ire dei cretini all'esterno. I legislatori saranno nelle sabbie mobili per definire quando una trasmissione televisiva possa incitare ad atti di violenza: quando mostra che l'arbitro ha sbagliato?
Non si è sentito cosa ne pensano i primi attori: speriamo che il motivo non sia perché l'unica loro domanda era "ma ci pagheranno anche se non abbiamo giocato?"
Il non fornire biglietti alla squadra ospite se non al botteghino dovrebbe eliminare i bus e treni ultrà? Non vedo come. Bene il tentativo di responsabilizzare le società con il servizio d'ordine interno, ma non è tutto; non stiamo cercando di tenere calmi la gentaglia all'interno degli stadi e pazienza fuori; stiamo cercando di non farli andare né allo stadio né nelle vicinanze. Vedremo se qualcuno riuscirà ad applicare le norme di "presenza altrove".
Non vorrei, ma temo di dover registrare un altro punto in cui mi viene da dire: "ma perché in altri paesi quando trovano un problema alla fine riescono a risolverlo e noi no?"

strillato sottovoce da: massaInerziale alle ore 23:30 | link | commenti (1)
categorie: discussioni, sport, notizie
addí, mercoledì, 26 luglio 2006

Calcio parlato... o anche no

Le conclusioni della famosa inchiesta federale mi fanno veramente un po' schifo.
Prima abbiamo strillato ai quattro venti che si faceva pulizia, non si poteva accettare una cosa del genere. Ora salta fuori che... va beh, abbiamo scherzato, qualcosa c'è stato, ma non di così grosso; alla fin fine si trattava di prese in giro, scherzi telefonici, magari un po' goliardici, come il chiudere l'arbitro nello spogliatoio ma, suvvia, chi non l'ha mai fatto? E' uno scherzo comunissimo, solo che di solito lo fanno i tifosi quando vorrebbero lamentarsi di qualche erroruccio.
E chi si adatta al sistema e ne diventa parte non può certo essere punito; lui, poverino, non poteva fare altro che adeguarsi, anzi! D'altra parte, il condono, tanto caro a molti politici, era già nell'aria: vi togliamo qualche punto e così sanate tutto e risulta persino che avete subito dei torti.
Se fossi un giudice di primo grado calcistico, avrei dei problemi psichiatrici: sempre (e ripeto, sempre), mi dò da fare, tiro fuori delle sentenze e la commissione d'appello me le riduce e poco ci manca che mi venga a bastonare per quello che ho fatto. Tanto che ormai ne approfitterei: giudico che 2 giornate di squalifica siano giuste? Bene, ne affibbio quattro, tanto so che la CAF le riduce e così sono contenti tutti: io che ho ottenuto lo scopo, la squadra che facendo ricorso ha mostrato di darsi da fare, la CAF che dimostra di servire a qualcosa.
La prossima volta che i giornali francesi o tedeschi scriveranno cose ridicole sul calcio italiano, non potremo nemmeno dire che non è vero. Niente più tarallucci e vino, certo. Oggi ci siamo modernizzati: una pizza con una birra; ma l'effetto è lo stesso.

strillato sottovoce da: massaInerziale alle ore 23:50 | link | commenti
categorie: sport, notizie
addí, domenica, 16 luglio 2006

La giustizia sportiva e altro

La giustizia sportiva (nel senso di legata allo sport...) sembra l'unica che in Italia funzioni, velocemente e senza guardare in faccia nessuno.
Altrettanto dovrebbero fare gli appassionati di calcio e quelli che si definiscono tifosi:c'è stata una squadra fatta non da giocatori, che per anni ha deciso a tavolino quali dovevano essere i risultati delle partite, ha relegato in bassa classifica tutti coloro che non stavano al loro gioco, come una sorta di mafia (o cupola, anche se non la si vuole chiamare così). Se vogliamo usare la terminologia in voga tra i tifosi, questa gente ha tradito il vero calcio, sempre supponendo che, con tutti i soldi che ci girano attorno, questo esista sempre.
Nulla poteva più essere giudicato vero; un esempio su tutti: chi ci potrebbe assicurare che Zidane non sia stato pagato per farsi eliminare dai probabili rigori? Sto esagerando, certo, ma in quel quadro ci starebbe anche quello.
Invece no; parte della gente da stadio non fa il minimo sforzo per essere obiettiva. I traditi sono loro, ma sarebbero disposti a tornare alla situazione precedente, basta che si vinca. Non facevano poi così male, queste cose sono sempre successe, chi resta è peggio degli altri, lo facevano tutti (ricordo che questa è sempre stata la difesa di Craxi...). In più i vari dirigenti delle squadre incriminate, invece di stare zitti e riparare i danni (perché i danni sono stati fatti da loro, non dalle sentenze), non fanno altro che incrementare il fuoco delle piazze, senza minimamente pensare che queste potrebbero scoppiare.

Ho come l'impressione che questa non sia una cosa nuova. In politica si è detto che le accuse sono montate dai magistrati, quindi inesistenti; le tasse, non appena si può, non si pagano ed è un vanto dirlo; quando si è in auto, è sempre l'altro ad avere torto e si sbraita il più possibile, perché chi grida di più alla fine deve avere ragione.
Mi pare che il comune senso di giustizia abbia preso una via traversa e tutti siano contenti così (un comico disse 'basta con le tangenti! Ora ne voglio una fetta anch'io!').
Una società senza regole non fa molta strada.

strillato sottovoce da: massaInerziale alle ore 01:34 | link | commenti
categorie: sport, notizie
addí, giovedì, 13 luglio 2006

Basta con le amnistie!

Qualche tempo fa mi ero dichiarato contrario alle amnistie, che invece sembravano caldeggiate da tutte le parti politiche.
Ora la stessa situazione si presenta per calciopoli (che avevo tentato di nominare come palle pulite, ma nessuno aveva raccolto...)
Bene, non ho cambiato idea.
Facciamo in modo che non finisca sempre in un inciucio; tra tutte le motivazioni addotte da vari (soprattutto politici, chissà perché: saranno abituati?) non ne ho trovata alcuna che mi possa far cambiare idea.
I giocatori mondiali in serie C? Nessun problema, cambiano squadra e tornano in A.
Il calcio vero ha dimostrato che è sano? Bene, tagliamo via quello marcio proprio comminando le pene che lo stesso calcio si è dato
I tifosi non debbono soffrire di errori altrui? Ma dovrebbero essere proprio i tifosi a chiedere le pene giuste per coloro che hanno svilito il loro fare tifo per la squadra del cuore
Tutti facevano così quindi bisogna perdonarli? Questo non merita commento: era la difesa di Craxi...

Non voglio nessuna vendetta (sono interista, ne dovrei avere :-), nessuna caccia alla streghe, solo l'amministrazione della giustizia, proprio per riportare (o per tentare di riportare) lo sport al suo livello.

PS: ho appena letto che l'ex-Presidente del Consiglio ha detto, in pratica, che la giustizia non può essere veloce, ci vuole più tempo e quindi i campionati dovranno cominciare con la composizione normale. Anche qui la cosa è tale che non so proprio che razza di commento dare: l'unica cosa che mi viene in mente è che il suo concetto di giustizia è tremendamente diverso dal mio.

strillato sottovoce da: massaInerziale alle ore 17:30 | link | commenti (1)
categorie: sport, notizie
addí, mercoledì, 12 luglio 2006

Bastaaaaa, Zidane & C!!!!

Ormai tutto il web è pieno di supposizioni su cosa Materazzi possa aver detto di così tremendo a Zidane per provocarlo, tanto da costringerlo a reagire in quel modo.
Possibile che alla maggioranza, francesi compresi, venga in mente che anche davanti all'insulto più enorme, schifoso, inaccettabile (tipo "perché non vieni a giocare nell'Inter?"...) un giocatore serio deve far finta di niente? Non sarà questo il primo caso, né sarà l'ultimo in cui nella tensione di gioco volano insulti e chi ha i nervi più deboli o una situazione non piacevole reagirà, facendosi regolarmente espellere.
Se i francesi volessero comportarsi seriamente, dovrebbero proprio dare la colpa a lui stesso e imputargli magari anche l'insuccesso; forse se avesse tirato lui il rigore di Trezeguet (si scrive così? Bah), magari avremmo sbagliato noi.
Che non mi si tiri fuori gli insulti alla sorella: forti dubbi sulla moralità di madri e sorelle vengono avanzati già nei campetti del CSI; non posso credere che un campione mondiale si risenta così.
Ammettiamo che c'è stato un concorso di occasioni: l'infortunio di poco prima alla spalla (voleva essere sostituito), la coscienza che la sua finale non era stata un granché, se si esclude il rigore iniziale; in più era appena terminata un'azione francese che, grazie all'enorme stanchezza di entrambe le squadre, era finita male. A quel punto bastava chiedergli il nome per farlo scattare.
A me, da buon interista, Materazzi non piace: troppo irregolare e può sia risolvere che perdere una partita ed è una bomba ad orologeria. Però se Zidane è stato espulso, la colpa è solo di Zidane.
Poi il 60% dei francesi lo assolve; ma questa non è nuova. Dopo tutto adorano Napoleone, che non era altro, alla fine, che un militare che voleva conquistare tutta l'Europa: fosse stato italiano, noi cercheremmo di nasconderlo.

strillato sottovoce da: massaInerziale alle ore 00:34 | link | commenti (2)
categorie: sport
addí, mercoledì, 05 luglio 2006

2 - 0 !!!!!!
Adesso sì che è il caso di festeggiare!!!!

strillato sottovoce da: massaInerziale alle ore 00:00 | link | commenti (1)
categorie: sport
addí, venerdì, 30 giugno 2006

Viva l'Italia?

Sono sempre stato un appassionato di calcio, da ragazzino andavo alla partita della squadra della città e alla sera mi godevo alla tele un tempo della partita più importante della giornata (non c'erano altre trasmissioni televisive). Mi sono allontanato un po' quando ho visto gente perdere sangue durante una partita di serie C2 (sarebbe stato uguale anche per una di A, sia chiaro!); oppure, durante un periodo in cui facevo l'allenatore di una squadretta di ragazzini, quando ho sentito i genitori, tra il pubblico, incitare i propri figli a far male agli avversari. Ed anche da quando la TV dedica al calcio parlato un buon terzo delle trasmissioni: quando è troppo è troppo.
Però, una buona partita, con una parte di agonismo ed una di tattica, mi appassiona sempre: una geometria ben riuscita o un gesto atletico sono da ammirare quasi come un'opera d'arte.
Oggi è però assodato che in genere la gente si interessa meno del calcio; anzi è di moda dire che è una cosa noiosa, che stufa questi mondiali e poi tanto sono tutti venduti, drogati, cretini, pieni di soldi, pieni di veline... eccetera eccetera.
Ma allora perché quando l'Italia vince le strade si riempiono di gente, il cui ultimo scopo non sembra essere altro che di rompere i cosiddetti agli altri? E poi, perché in ogni caso siamo obbligati a festeggiare?
Non so se qualcuno ricorda, ma il fatto di scendere in strada era venuto fuori durante quel terribile girone in cui (1982, mi pare) riuscimmo ad eliminare nientemeno che Argentina e Brasile: direi che la voglia di festeggiare poteva essere ben giustificata!
Ma questa volta... abbiamo festeggiato per aver battuto il Ghana! E la repubblica ceca meritava festeggiamenti di Brasile, evidentemente. Ora sono sul balcone e ascolto un carosello incredibile per una vittoria sull'Ucraina.
Non sono un bacchettone, però diamo ad ogni cosa il suo nome: c'è poco o nulla di legato al calcio in questi girotondi, c'è soltanto la voglia di far casino. Come si farebbe altrimenti a disinteressarsi al calcio per 47 mesi e poi scendere in piazza in occasione dei mondiali? Ma il calcio non è l'unico! Quanti erano i campioni di vela un po' di anni fa? E dove sono ora? Forse nelle macchine che strombazzano per la vittoria calcistica? Solo sei mesi fa sapevamo tutto del pattinaggio artistico, con relativo aumento di iscrizioni alle scuole corrispondenti.
Non so trarre conclusioni o avanzare proposte di spiegazioni; quelle che mi vengono in mente non sono belle: spirito della massa, paura di sentirsi soli? Suggestione della televisione (che rimpirlissen a pupulasiun)? Voglia di far baccano ad ogni costo? Cioé, se non c'è l'occasione non ci si diverte?
Mi potreste chiedere perché sei così acido se la massa si diverte?. Beh, non ho risposta neanche a questo...

strillato sottovoce da: massaInerziale alle ore 23:56 | link | commenti (2)
categorie: sport, notizie