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addí, domenica, 04 ottobre 2009

Adesso dove mettiamo il nucleare?

Si tratta di una notizia conosciuta solo girando sulla rete, nelle decime o undicesime pagine dei giornale; tanto che ho deciso di scriverla qui, magari qualcuno passa e la legge.

Finora cinque regioni italiane hanno chiesto l'intervento della Corte Costituzionale per la legge 99/2009, con la quale si stabilisce il ritorno all'energia nucleare in Italia. Il termine per i ricorsi è scaduto il 30 settembre e quelle che hanno fatto ricorso sono Calabria, Toscana, Emilia Romagna, Marche, Liguria, Umbria, Piemonte, Puglia e Lazio. Tra queste, solo 2 (Piemonte e Emilia Romagna) sono indicate nell'elenco (che doveva restare segreto!) come possibili sedi di nuove centrali.

L'articolo 5 della nuova legge prevede infatti che le regioni possano soltanto dare un parere non vincolante sulla scelta, in quanto il Ministero può comunque andare avanti con la costruzione anche in presenza di parere contrario degli enti locali.

Inoltre, questa impossibilità si estende anche all'individuazione delle zone in cui stivare le scorie radioattive; in pratica, qualunque regione non può far altro che accettare le decisioni effettuate a livello centrale. Le regioni, sempre secondo la legge, saranno coinvolte solo per quanto riguarda la costruzione e l'esercizio.

All'inizio, nemmeno il Ministero dell'Ambiente avrebbe avuto voce in capitolo; poi, dopo proteste del ministro, vi è stato inserito.

Dicevo prima che la lista dei possibili siti doveva essere segreta; ma in rete (e non solo lì) sono venuti fuori i seguenti siti: Monfalcone, Scanzano Jonico, Palma, Oristano, Chioggia, Caorso, Trino Vercellese, Montalto di Castro, Termini Imerese, Termoli; di questi, dovrebbero essere scelti almeno 4. Da notare che Caorso, Trino e Montalto avevano già ospitato una centrale a fissione. I restanti siti potrebbero essere papabili per il deposito delle scorie, senza contare che il trattamento per portare l'Uranio alla condizione di essere utilizzato nelle centrali dovrà essere fatto da qualche parte o importato dall'estero.

Il Ministero dello Sviluppo Economico ha comunque smentito, facendo sapere, tramite un posto sul proprio sito che la legge prevede che siano le imprese energetiche (locuzione strana per indicare società come Enel) a proporre i siti in cui costruire le centrali; viene da chiedersi allora a cosa sono serviti gli studi...

Questa lista dovrebbe essere venuta fuori da studi che dovevano tenere conto dei requisiti per un sito nucleare: assenza di rischio sismico, grande disponibilità di acqua ma basso rischio inondazione, bassa densità di popolazione. All'uscita degli studi, fatti in momenti diversi, fu chiaro che l'incrocio delle richieste avrebbe portato a... nulla!

Ricordo che la legge prevede l'emissione di successivi decreti riguardanti il riassetto normativo per l'esercizio delle centrali e per le procedure di stoccaggio dei rifiuti. In questi decreti dovranno anche essere comprese "misure compensative da corrispondere e da realizzare in favore delle popolazioni interessate". La mia interpretazione di questo passaggio è: "se accettate di tenervi in casa una centrale nucleare, vi diamo dei soldi". La cosa divertente è che il motivo di questo compenso è per questioni "psicologiche".

Per quanto ci è dato sapere, al momento Veneto e Sicilia hanno dato parere favorevole ad ospitare una centrale, anche se personalmente ho qualche dubbio sulla bassa sismicità...

strillato sottovoce da: massaInerziale alle ore 16:14 | link | commenti
categorie: discussioni, ecologia, energia
addí, giovedì, 24 luglio 2008

Continua la sfiga...?

Un altro incidente in una centrale nucleare.
Ovviamente non ho notizie dirette, solo quelle dai giornali e siti internet. Il nostro Ministro dello Sviluppo Economico ha affermato che si è fatto troppo baccano attorno a questi incidenti; dimostrando quindi che, toccasse a lui decidere, non avrebbe fatto nulla per farlo sapere. Questo mi toglie ancora un pezzo di fiducia, se ancora ce ne fosse.
Da un lato viene detto che il centinaio di lavoratori contaminati non avranno problemi di salute; ne sono stati controllati 97, perché presentavano i sintomi della contaminazione. Sapete quali sono i primi sintomi di irradiazione: vomito, prima di tutto; il che è significativo del livello di dose: sarebbe interessante quanto tempo è passato dalla radiazione; a livelli alti il vomito arriva dopo pochi minuti; a bassi livelli, può nemmeno presentarsi. Per 97 di loro su 100, il vomito è arrivato, non sappiamo dopo quanto.  Il resto dipende dai singoli: qualcuno perderà un po' di capelli, che ricupererà tra qualche mese. Una buona parte avrà per un certo periodo una penuria di globuli rossi. Dopo qualche mese, tutto sarà passato. O così sembrerà.
Infatti, finora, abbiamo dati di cosa succede per un'esposizione molto alta (bomba atomica); Chernobil ci ha portato dati su livelli intermedi e si sta attendendo per sapere cosa succederà dopo qualche generazione. Non abbiamo infatti dati sugli effetti dei bassi livelli, data la loro difficoltà. Alcuni scienziati prevedono un aumento di tumori fino ai prossimi 20 anni; altri, meno ottimisti, prevedono problemi almeno nella generazione seguente a quella irradiata; oltre non si sa: Chernobil è avvenuto solo 20 anni fa!
Di sicuro c'è che le popolazione lì attorno non può consumare acqua e lavarsi (ricordate l'incidente di due settimane fa?); meglio non mangiare i prodotti della terra, che, accidenti a loro, succhiano acqua da chissà dove.
Ora una riflessione: questi incidenti sono avvenuti in un paese con una grande esperienza nel settore (52 centrali in funzione) e dove, al secondo incidente, il governo ha immediatamente mandato una commissione per capire e far conoscere l'accaduto ("trasparenza" ha detto il ministro francese). Siamo sicuri che avremmo la stessa sollecitudine e trasparenza? Siamo sicuri, noi, nel paese degli scandali, spesso impuniti, che una centrale verrà costruita e amministrata con tutte le (costose) misure di sicurezza? Quanti subappalti verranno fatti durante la costruzione?
Annotazione "live": alla tv qualcuno (non ho visto il nome, purtroppo) ha appena affermato che il problema delle scorie sussiste soltanto quando la centrale viene spenta!!!! Se resta in funzione problemi non ce ne sono!!!
Beato lui, ha appena scoperto il moto perpetuo. Il secondo principio della termodinamica gli fa un baffo.

strillato sottovoce da: massaInerziale alle ore 23:29 | link | commenti
categorie: ecologia, energia, nucleare
addí, giovedì, 12 giugno 2008

Ah, ah... risata (amara)

Ho appena sentito in diretta il presidente uscente americano dire tranquillamente che il nucleare (che gli USA hanno dimenticato per anni e per il quale c'è stato bisogno di introdurre un incentivo affinché si presentasse qualcuno per la costruzione di nuove centrali) il nucleare, dice appunto Bush, è l'unica soluzione per eliminare l'inquinamento dal pianeta......
Passi (si fa per dire) per il petrolio che finirà, per i prezzi che salgono alle stelle, ma il nucleare visto per ridurre l'inquinamento... incredibile!
Le scorie non inquinano perché le radiazioni non si vedono? In realtà, si respirano allo stesso modo dei gas di scarico...
--
Ops, nello stesso incontro, un attimo fa, il nostro presidente del consiglio ha appena detto che stiamo facendo il meglio per aiutare gli altri paesi a raggiungere la democrazia! Ed ha appena ringraziato Bush per le sue idee e per come le ha portate avanti!!! 

strillato sottovoce da: massaInerziale alle ore 20:03 | link | commenti
categorie: politica, ecologia
addí, venerdì, 06 giugno 2008

Notizie e notizie

Qualche giorno fa in una centrale nucleare a pochi passi dai nostri confini è accaduto un incidente. Per fortuna non c'è stata perdita radioattiva. Ma le cose che devono farci riflettere sono due:
  • il responsabile della centrale si è scusato... non per l'incidente in sé, bensì per averlo comunicato alla commissione europea! Secondo lui non era nemmeno il caso. Ottimo esempio di trasparenza, che dovrebbe quindi aumentare la fiducia della gente nel nucleare. Per dare un'idea della reazione dei controlli, la centrale ha ridotto la potenza dopo circa un'ora dall'evento; anzi, il responsabile ha detto di averla spenta e poi riaccesa quando il guasto è stato corretto. Ma noi sappiamo che la reazione a catena può essere fermata, ma il tempo necessario per spegnere il reattore non è certo di qualche quarto d'ora. Quindi anche l'informazione, che non doveva essere data, era tutt'altro che corretta.
  • La notizia che la prassi sarebbe di non avvisare nessuno per incidenti nucleari, è rimasta sulle prime pagine web dei giornali per un periodo brevissimo. Certamente molto più breve di altri avvenimenti molto "importanti" (notizie sulla nazionale, stamperie di soldi falsi, Ronaldo al Real Madrid, ecc...). Di solito, un incidente di qualunque grandezza in una centrale nucleare avrebbe preso una fetta di prima pagina per più giorni. Chissà perché....???
A proposito, la Germania ha definito come troppo radioattivi i rifiuti provenienti dall'Italia, anzi da Napoli. Noi invece diciamo che non è vero. A me pare che non siamo in grado nemmeno di trattare rifiuti con leggera radioattività (tanto da tentare di sbolognarli ad altri); figuriamoci un po' cosa riusciremmo a fare con delle vere scorie.

strillato sottovoce da: massaInerziale alle ore 23:37 | link | commenti (2)
categorie: politica, ecologia, energia
addí, martedì, 19 giugno 2007

Telefono casa

Non si tratta dello strambo extraterrestre, senza nemmeno un disintegratore, in cerca di del prefisso per chiamare chissà dove, ma di una iniziativa per raccogliere, riutilizzare, riciclare i telefonini usati.
Ormai dovremmo saperlo tutti che un telefonino è quanto di più inquinante (scorie nucleari a parte!) possiamo mai lasciare nell'ambiente: pensate solo ai vari metalli presenti nelle schede elettroniche interne e soprattutto nella batteria. Sulla confezione (anzi, all'interno, cioé praticamente invisibile) c'è il simbolo che invita a non gettare nella spazzatura domestica; allora dove bisogna metterli?
Secondo la legge, negli appositi centri ecologici che ogni comune dovrebbe aver allestito; la consegna è gratis. A partire da agosto, potremo anche lasciarli al negoziante che ci vende il nuovo telefonino (anche se lo stesso negoziante farà di tutto per non prenderlo, la legge lo costringerà a farlo, anche se gli permette, per un certo periodo, di chiedere una piccola cifra per lo smaltimento).
Però oggi c'è anche un altro modo, anche migliore, di smaltire un telefonino vecchio. Al sito www.telefonocasa.org c'è scritto tutto e come trovare un centro di raccolta.
I vecchi telefonini ancora funzionanti verranno usati in paesi del terzo mondo (dopo averli ovviamente completamente cancellati), dove un telefono fisso è impossibile e i telefonini nuovi costano troppo; quelli rotti verranno avviati al riciclo e gli eventuali ricavi andranno ad associazioni onlus.
Invece che tenerli in un cassetto, facciamoli ancora funzionare o utilizziamo il loro interno: l'ambiente ne sarà certamente contento!

strillato sottovoce da: massaInerziale alle ore 14:31 | link | commenti
categorie: ecologia
addí, martedì, 01 maggio 2007

Bangkok 2007

"E’ tecnicamente ed economicamente fattibile stabilizzare le concentrazioni di gas serra nell’atmosfera a condizione che sia incentivato l’ulteriore sviluppo e messa in pratica di una serie di tecnologie".
Questo si legge nel sommario del rapporto ONU sullo stato dell'inquinamento del nostro pianeta. Inoltre viene sottolineato quanto oggi il problema sia urgente, più di quanto espresso nel 2001. In altre parole, dal 2001 ad oggi è stato fatto poco o niente per tentare di frenare il degrado. Tuttavia, questo sommario è quasi una speranza: dice che siamo in grado di fare qualcosa!
Però...
Sappiamo come gli USA abbiano da tempo rifiutato gli accordi di Kioto, nonostante siano i maggiori emettitori di anidride carbonica; tanto per non essere da meno, ora anche la Cina (guarda un po', sta per superare gli USA per la CO2...) dice che non è così facile, costerà molto di più di quanto si dice e che, dopo tutto, devono essere gli altri paesi a frenarsi: loro possono continuare.
Ho l'impressione che qualcuno non abbia capito che si trova nella stessa barchetta di tutti gli altri; o si rema tutti assieme o non servirà a nulla, soprattutto se a remare in altre direzioni saranno i più grandi inquinatori. Alla fine sulla barchetta resterà solo un mucchio di soldi, ma nessuno che li potrà spendere.

strillato sottovoce da: massaInerziale alle ore 01:34 | link | commenti
categorie: notizie, ecologia