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addí, domenica, 04 ottobre 2009

Adesso dove mettiamo il nucleare?

Si tratta di una notizia conosciuta solo girando sulla rete, nelle decime o undicesime pagine dei giornale; tanto che ho deciso di scriverla qui, magari qualcuno passa e la legge.

Finora cinque regioni italiane hanno chiesto l'intervento della Corte Costituzionale per la legge 99/2009, con la quale si stabilisce il ritorno all'energia nucleare in Italia. Il termine per i ricorsi è scaduto il 30 settembre e quelle che hanno fatto ricorso sono Calabria, Toscana, Emilia Romagna, Marche, Liguria, Umbria, Piemonte, Puglia e Lazio. Tra queste, solo 2 (Piemonte e Emilia Romagna) sono indicate nell'elenco (che doveva restare segreto!) come possibili sedi di nuove centrali.

L'articolo 5 della nuova legge prevede infatti che le regioni possano soltanto dare un parere non vincolante sulla scelta, in quanto il Ministero può comunque andare avanti con la costruzione anche in presenza di parere contrario degli enti locali.

Inoltre, questa impossibilità si estende anche all'individuazione delle zone in cui stivare le scorie radioattive; in pratica, qualunque regione non può far altro che accettare le decisioni effettuate a livello centrale. Le regioni, sempre secondo la legge, saranno coinvolte solo per quanto riguarda la costruzione e l'esercizio.

All'inizio, nemmeno il Ministero dell'Ambiente avrebbe avuto voce in capitolo; poi, dopo proteste del ministro, vi è stato inserito.

Dicevo prima che la lista dei possibili siti doveva essere segreta; ma in rete (e non solo lì) sono venuti fuori i seguenti siti: Monfalcone, Scanzano Jonico, Palma, Oristano, Chioggia, Caorso, Trino Vercellese, Montalto di Castro, Termini Imerese, Termoli; di questi, dovrebbero essere scelti almeno 4. Da notare che Caorso, Trino e Montalto avevano già ospitato una centrale a fissione. I restanti siti potrebbero essere papabili per il deposito delle scorie, senza contare che il trattamento per portare l'Uranio alla condizione di essere utilizzato nelle centrali dovrà essere fatto da qualche parte o importato dall'estero.

Il Ministero dello Sviluppo Economico ha comunque smentito, facendo sapere, tramite un posto sul proprio sito che la legge prevede che siano le imprese energetiche (locuzione strana per indicare società come Enel) a proporre i siti in cui costruire le centrali; viene da chiedersi allora a cosa sono serviti gli studi...

Questa lista dovrebbe essere venuta fuori da studi che dovevano tenere conto dei requisiti per un sito nucleare: assenza di rischio sismico, grande disponibilità di acqua ma basso rischio inondazione, bassa densità di popolazione. All'uscita degli studi, fatti in momenti diversi, fu chiaro che l'incrocio delle richieste avrebbe portato a... nulla!

Ricordo che la legge prevede l'emissione di successivi decreti riguardanti il riassetto normativo per l'esercizio delle centrali e per le procedure di stoccaggio dei rifiuti. In questi decreti dovranno anche essere comprese "misure compensative da corrispondere e da realizzare in favore delle popolazioni interessate". La mia interpretazione di questo passaggio è: "se accettate di tenervi in casa una centrale nucleare, vi diamo dei soldi". La cosa divertente è che il motivo di questo compenso è per questioni "psicologiche".

Per quanto ci è dato sapere, al momento Veneto e Sicilia hanno dato parere favorevole ad ospitare una centrale, anche se personalmente ho qualche dubbio sulla bassa sismicità...

strillato sottovoce da: massaInerziale alle ore 16:14 | link | commenti
categorie: discussioni, ecologia, energia
addí, lunedì, 22 giugno 2009

Sui referendum

Certo che di tempo ne è passato: sono uno di quelli che ha potuto seguire in prima persona i primi referendum, quelli che permisero a cose come divorzio e aborto di diventare legali. Ricordo che l'affluenza non era un problema: nessuno tentava di fare campagna elettorale dicendo di non votare.

E' comprensibile il motivo per cui la Costituzione contiene questo vincolo. Il pensiero era: se un problema non è sentito da almeno la metà della popolazione, allora non è un problema. Naturalmente, i nostri costituenti non avevano pensato che potesse succedere una cosa simile anche per le normali votazioni.

Lentamente ma inesorabilmente è aumentata la quota di astensionismo endemico, forse legato al distacco della Politica dalla gente e dalla vita di tutti i giorni (non ci rendiamo conto che le nostre azioni durante la giornata sono comunque legate al modo di vivere e di pensare e quindi alla Politica). In questo modo, è semplice far fallire un referendum: basta aggiungere all'astensionismo endemico una certa percentuale di "astensioni forzate" e il gioco è fatto! Se avessimo lo stesso vincolo, anche le elezioni appena terminate della mia provincia sarebbero da annullare: hanno votato il 40%!

Per me è proprio incomprensibile perché si debba boicottare un pronunciamento popolare; se sei contrario, vai e vota No! Troppo comodo arruolare tutti quelli che non andrebbero comunque e dire che la pensano come te!

Propongo una modifca alla Costituzione (tanto oggi è di moda): eliminiamo questo limite del 50%+1, facciamo in modo che sia sul serio un confronto: contiamo veramente chi vuole il Sì e chi il No.

A dir la verità, io, che sono andato a votare "anche" per il referendum, ho dato 2 No e 1 Sì; quindi non sarebbe per nulla scontato il risultato.

Ma naturalmente, questo vorrebbe dire che la gente parteciperebbe alla vita pubblica: oggi se ne trovano pochi...

strillato sottovoce da: massaInerziale alle ore 19:54 | link | commenti (1)
categorie: discussioni, politica
addí, sabato, 13 giugno 2009

Ancora sul DTV...

Ho appena scoperto che negli Stati Uniti passano oggi al digitale terrestre; cioé, oggi smettono tutte le trasmissioni analogiche.

Là le compagnie televisive si lamentano che poco meno di 3 milioni di americani non si sono ancora forniti dell'opportuno decoder. Il termine era stato stabilito per il febbraio scorso; poi vedendo che mancavano all'appello più di 5 milioni di persone, avevano spostato il termine ad oggi.

La cosa divertente è che, a prescindere da "familiarità" con venditori di decoder, il governo americano ha messo a disposizione un buono da 40$ e ogni famiglia ne può richiedere due. Questo sempre (fino a oggi), non importa di che marca o da chi andare a comprarlo.

40$ è poco, direte; beh, il prezzo dei decoder in USA va, appunto, dai 40$ a circa 80$, per quelli che permettono anche l'accesso ai famosi contenuti aggiuntivi. Quindi, chiunque voglia ricevere il digitale può non spendere nulla e acquistare il prodotto base; se proprio è interessato ai "contenuti aggiuntivi" aggiunge di suo.

Mi pare una buona cosa. Se a qualcuno interessano i particolari e legge l'inglese, il sito è questo.

Ricordo che tempo fa c'era stato anche da noi il buono da spendere (mi pare che non coprisse tutto il costo), poi sono finiti i soldi e basta.

strillato sottovoce da: massaInerziale alle ore 17:44 | link | commenti
categorie: discussioni, televisione

Torre di Babele

Quelli che pensano di avere ragione solo perché strillano più forte.
Quelli che parlano, parlano, parlano... solo perchè non hanno idee.
Quelli che hanno idee, ma che purtroppo pensano che siano quelle Giuste. Sempre.
Quelli che non hanno mai dubbi.
Quelli che non pensano... e vivono felici.
Quelli che fanno a botte per fare le selezioni del Grande Fratello.
Quelli che pensano che essere educati sia roba da bambini.
Quelli che... io sì che sono furbo, non pago le tasse e poi si lamentano che la sanità non funziona.
Quelli che sono sicuri che gli altri siano tutti cretini, o peggio.
Quelli che il loro scopo è di avere un passaggio di 30 secondi alla televisione.
Quelli che i politici si spartiscono una torta e allora ne voglio una fetta anch'io.
Quelli che tanto è tutto un magna-magna.
Quelli che non ci sono più le mezze stagioni.
Quelli che si stava meglio prima.
Quelli che in televisione stanno a pensarci 10 minuti per il colore del cavallo bianco di Napoleone.
Quelli che oggi la barca ce l'hanno tutti, anche i poveretti.
Quelli che accidenti a lui, che ha venduto Kaka.
Quelli che internet è l'origine di tutti i mali, si stava meglio senza.
Quelli che il nucleare è l'energia più sicura.
Quelli che la strada è mia e voi non dovete rompere i c....
Quelli che tanto è inutile la raccolta differenziata, che poi buttano tutto assieme.
Quelli che all'estero è peggio, è solo che non lo si sa.
Quelli che la discoteca dall'una alle cinque è il massimo.
Quelli che non assumono i co.co.pro perché hanno poca esperienza.
Quelli che non assumono i 50enni perchè hanno troppa esperienza.
Quelli che ciao, sono della compagnia telefonica, ho un importante messaggio per te.
Quelli che ma come fai ad avere lo stesso telefonino per un anno di seguito?
Quelli che la gente dovrebbe fare debiti per comprare il superfluo.
Quelli che basta un quiz alla tv per essere allegri.
Quelli che il quiz lo sognano da 10 anni.

Ok, ci siete tutti?
Bene. Gentilmente, vedete un po' di andare a....

strillato sottovoce da: massaInerziale alle ore 00:35 | link | commenti (2)
categorie: discussioni, politica, televisione, sciocchezze
addí, venerdì, 16 gennaio 2009

Risata dal profondo

E' circa due mesi che non posto nulla su questo blog, ma ora non posso prorio farne a meno...
Ho appena letto del "casino" (scusate il francesismo, ma mai come ora si adatta alla situazione) dei reality.
Posto che non li ho mai potuti soffrire, proprio a partire dall'idea; per questo motivo non ho mai acceso la TV per guardare uno di questi tremendi sotto-prodotti da visione. Penso di non essere mai riuscito a vederne più di 30 secondi di fila; la scelta era obbligata: o cambiare canale, o tirare la prima cosa che avevo sotto mano contro il televisore. E visto che rompere un CRT (sono ancora uno dei pochi che ce l'ha) è anche pericoloso, la scelta non esisteva. Ho persino smesso di seguire gli spettacoli della Gialappa's, che ormai si imperniavano solo su sequenze di questi aborti televisivi.
Ora però siamo arrivati all'impossibile: uno dei responsabili della RAI ha affermato (quoto tra virgolette perché così si trova nell'articolo di un quotidiano) "abolire certe trasmissioni significherebbe togliere programmi che aiutano comunque a generare una ventata d’ottimismo".
In effetto sento una ventata, ma non certo di ottimismo! Soprattutto se pensiamo solo per un momento che in queste trasmissioni ci sono sia i personaggi di oggi che quelli di domani. Che pensano che per risolvere il problema di "cosa fare nella vita" si risolva semplicemente nel diventare un eroe di cartone.
Ora, finché si trattasse di un dovertimento, ok: chiunque può decidere come dvertirsi, basta che non rompa le scatole agli altri. Ma questo non è un divertimento: c'è gente che fa a botte pur di poter accedere ai provini, come se fosse l'ultima possibilità della vita.
E poi, diciamola tutta: ci sono spettatori che guardano questi programmi perché pensano che così si possa capire il comportamento umano. Ma guardiamoci un attimo: siamo davvero sicuri che quello che avviene sotto le telecamere sia la persona vera? Per me, no! Sapendo di essere ripresi, quei ragazzi non fanno altro che fare quello che gli altri, quelli fuori, si aspettano che facciano. Così possono diventare famosi. Ecco quindi che sui giornali si riporta che la tale è andata a letto con il tal'altro, per cui la prima cosa è che "bisogna scopare con qualcuno": solo così si fa notizia.
Allo stesso modo: il VIP che si trova malissimo su una delle isole, credete che lo faccia per sfida? Per dimostrare che si adatta, che sarebbe capace di tornare povero? Mi pare abbastanza lampante che lo fa solo per diventare famoso. La celebrità deve essere rinverdita spesso, altrimenti la gente ti dimentica. Cosa di meglio di uno spot gratuito? Se poi riesci a litigare con qualcuno, meglio ancora: finisci sulle prime pagine.
Qualcuno un bel po' di tempo fa disse che la religione è l'oppio dei popoli. Non so; di sicuro la televisione ha maggiore possibilità di esserlo.

strillato sottovoce da: massaInerziale alle ore 19:50 | link | commenti
categorie: discussioni, politica, televisione
addí, sabato, 09 agosto 2008

Ci risiamo. Negli ultimi anni, anzi decenni, conseguenti al declino di grandi stati, stiamo assistendo al frammentarsi continuo di staterelli, come in un gioco di scatole cinesi (o matrioske russe, se preferite).
Mentre tempo fa le guerre scattavano per ottenere territori più ampi, annessioni di spazi oltre il confine (pensiamo anche alla sola unione italiana), oggi avvengono per sminuzzare (o impedire di sminuzzare) uno stato in vari stati più piccoli.
Ovvio che non possiamo sapere tutti i retroscena politici, ciascuno si cerca i propri referenti e poi agisce sapendo che da quel lato almeno non avrà problemi, a meno che la convenienza non spinga da un'altra parte. Ho cercato la capitale della regione che si proclama indipendente, l'impronunciabile Tskhinvali; sono andato su Google Maps per trovare... il nulla!
Secondo la cartina, infatti, lo stato della Georgia non ha montagne, fiumi e tanto meno città. Il segnalino che indica il target della ricerca punta in una zona bianca; le strade arrivano tranquille fino al confine e scompaiono. Si teme forse che le cannonate siano dirette riempiendo il campo "ricerca un indirizzo"?
Gli "esperti" dicono che l'attacco è avvenuto per velocizzare l'ingresso in una organizzazione militare occidentale; l'altro attacco invece per non perdere l'influenza su una zona del territorio. Gli abitanti non hanno nemmeno avuto la "soddisfazione" di decidere il colore delle bombe che li stanno colpendo. È una cosa buffa: un paese vota il proprio governo per vivere meglio, dovrebbe essere un'emanazione della propria volontà; poi quel tal governo acquista vita propria, prende decisioni nel nome di un bene comune supremo, che non si sa quanto sia veramente comune.
E poi, cos'è questa moda di volersi sempre dividere? Arriveremo all'autodeterminazione del condominio? A vedere certe riunioni direi che non ci si può fermare lì; agli appartamenti? Forse, visto che c'è sempre il divorzio.
Ma c'è il petrolio in quelle zone? Di solito le guerre si accendono per cose simili, non certo per ideologie; l'interesse guida tutto. Quale sarà questa volta?
Se avessi responsabilità di stato, sarei molto meno rigido: qualcuno vuole l'indipendenza? Bene, si accomodi; poi però non venga a pigolare quando manca qualcosa: libero mercato, nessuno prezzo di favore. Chi si separa ha delle ricchezze tipo petrolio, grano, vampiri e lupi mannari? Meglio per loro, ma avranno sempre bisogno di altro. Vogliamo fare 200 stati in 100km quadri? Non c'è problema. Ci sarà qualche disagio a passare duecento frontiere, ma sarà sempre poco rispetto al fischio di una bomba, peggio se intelligente (avete presente la selezione intelligente di Word?)

strillato sottovoce da: massaInerziale alle ore 12:40 | link | commenti
categorie: discussioni, politica, notizie
addí, domenica, 27 luglio 2008

L'emendamento di nessuno

Esiste una legge secondo la quale l'azienda che commette errori nel contratto a termine di un lavoratore, in caso di giudizio, la stessa azienda è costretta a regolarizzare e a riprendersi il lavoratore.
Un emendamento della finanziaria in discussione in questi giorni alle camere toglierà, se approvato, questa possibilità, introducendo solamente un indennizzo in denaro. Questo vale solamente per le cause in corso.
Secondo me, altamente esecrabile, in quanto viene fatto pagare al lavoratore l'errore commesso dall'azienda; d'altra parte, l'indirizzo che la maggioranza degli italiani ha voluto dare al governo del paese è stato chiaro: non è pensabile infatti che la genta abbia creduto alle solite promesse elettorali: spostando la barra del timone verso la parte conservatrice, era ovvio attendersi questa sequenza di leggi a favore dei datori di lavoro. Per cui non voglio commentare il significato in sé; è già chiaro senza commenti.
L'opposizione dice che una simile norma non dovrebbe esistere; ma la cosa divertente è che anche il governo afferma che non è opera sua!!! Si tratterebbe di un qualcosa proveniente dal parlamento e che il governo avrebbe cercato di mitigare, limitando il range d'applicazione della norma alle sole cause in corso, lasciando la normativa attuale per quelle future!
Emendamento quindi inserito da nessuno!!! Ma fatto in modo strategico: se anche ci fosse la volontà di eliminarlo, la Finanziaria dovrebbe ritornare all'altro ramo del Parlamento, cosa difficile vista l'urgenza che viene affermata da più parti per l'approvazione della legge.
Notiamo anche un'altra cosa divertente: durante l'approvazione alla Camera nessuno ha notato la presenza di questa regola, che salta fuori solo ora, quando è difficile da togliere. Al momento nessuno sa da dove sia venuta fuori: chissà se qualche Giornalista avrà voglia di andare a scovare chi ha presentato l'emendamento - dovrebbe essere tutto registrato nei lavori parlamentari. Ovviamente Confindustria si è dimostrata favorevole, affermando di volere regole e non castighi; a me pare che le due cose vadano di pari passo: regole senza multe, in Italia, non hanno mai avuto successo; forse all'estero.
Si dice che in questo modo alcune aziende vedranno sanata la loro sequela di irregolarità nei contratti precari. Dopo le leggi ad personam (o meglio, pro persona), ora abbiamo anche gli emendamenti ad aziendas! Il fatto è che in questo modo, chi si trova in causa con un contratto irregolare, se lo vedrà dichiarare nullo, per cui perderà anche il lavoro attuale, con in cambio un indennizzo del valore da 2,5 a 6 stipendi.
Naturalmente, aggiungiamo anche l'abrogazione della legge che impediva le cosiddette dimissioni in bianco e vediamo diminuire sempre di più le protezioni del lavoratore. Attendiamo il seguito.

strillato sottovoce da: massaInerziale alle ore 11:30 | link | commenti
categorie: discussioni, politica, lavoro
addí, mercoledì, 23 luglio 2008

A scuola di felicità

La felicità è qualcosa a cui tutti dovremmo tendere, persino la costituzione degli Stati Uniti la riporta tra i diritti inviolabili, se non siamo felici stiamo male. Eppure la cosa non sembra essere così semplice. O almeno, così la pensa il prof. Veenhoven, sociologo all'università di Rotterdam.
Dalle sue ricerche risulta infatti che non sempre ciascuno agisce in modo da essere felice, magari facendo qualche errore di valutazione; inoltre, non sempre le condizioni aiutano. Sembra infatti che spesso si sopravvaluti la felicità derivante da un aumento di stipendio, che spesso poi si perde nella valanga di spese quotidiane e dall'altro, si sottovaluti molto il disagio di passare ore sui mezzi pubblici. Come esempio, pensiamo a chi cambia posto di lavoro attratto da uno stipendio più alto, ma poi è costretto a passare in viaggio una parte del suo tempo: alla lunga non si ottiene la felicità cercata.
La felicità sembra essere poco legata ai luoghi comuni della vita tranquilla e agiata, invece sembra ben correlata con il soddisfacimento dei bisogni universali: direi quindi che il telefonino alla moda e la macchina nuova non arrivano alla felicità derivante da una buona vita sessuale! E fin qui è ovvio, direte!
Siamo anche abbastanza d'accordo sul fatto che chi è felice ha probabilità di vivere più a lungo di chi non lo è, anche se forse non pensavamo che il fattore fosse così importante: equivale ad essere fumatori o meno!
Secondo il prof. si è più felici se c'è:
- tranquillità economica (vorrei vedere!);
- libertà pubblica e privata: esprimere le proprie idee, vivere secondo le preferenze, comprese le inclinazioni sessuali;
- buon governo e presenza dello stato di diritto, a prescindere dal colore di chi governa;
- assenza di stereotipi, preconcetti e luoghi comuni.
Insomma, nulla di trascendentale. A parte l'ultimo (spesso si cade nei luoghi comuni, le religioni ne sono un esempio), si tratta di cose quasi ovvie. Ma se è tutto ovvio, allora...?
Quanto ci sentiamo di aderire aquesti 4 principi nella nostra vita? Forse al primo, anche se non sempre; sul secondo c'è già da ridire; sul terzo, metà degli italiani non sarebbe molto d'accordo; sul quarto... ci siamo immersi tutti i giorni nei pregiudizi.
Ergo: quando si fanno gli auguri, scegliete quelli di "felicità": sono gli unici che hanno un valore!

strillato sottovoce da: massaInerziale alle ore 14:26 | link | commenti
categorie: discussioni, salute
addí, mercoledì, 09 luglio 2008

Dimmi cosa mangi...

...e non ti dirò chi sei!
Proprio un attimo fa ho letto che 4 caffé al giorno mettono a rischio una gravidanza.
Solo 10 giorni fa lo stesso giornale si riferiva ad una ricerca, il cui risultato diceva: bere 4-6 caffé al giorno fa molto bene alla circolazione.
Tempo fa si diceva che mangiare troppo zucchero era dannoso; ma si diceva anche che il cervello con poco zucchero funziona meno bene (aaah, ma allora è così che succede che.... accidenti, mangiate zucchero, voi al governo ).
Oggi i latticini e lo yogurth fanno funzionare bene l'intestino, domani chissà.
Purtroppo in queste notizie, non viene mai rivelato il committente di queste ricerche, perché allora potremmo capire meglio la situazione. Uno studio dell'anno scorso (un altro...) affermava che le ricerche richieste da un operatore del settore (l'esempio parlava di farmaci) avevano per la maggior parte un risultato positivo (il farmaco serve); se a richiedere lo studio era una organizzazione terza, di solito il risultato è negativo (il farmaco non serve).
E se a richiedere lo studio è un produttore di caffé? O di zucchero?
Dovremmo smetterla di dare credito a tutte queste notizie che dovrebbero darci la ricetta dell'elisir di lunga vita; la ricetta l'abbiamo già: mangiare vario, in quantità media, un po' di tutto, meglio se non ci sono sostanze velenose (meno quando si è vecchi: lì c'è bisogno di conservanti...).
Sulla lunga vita, invece, non siamo noi a decidere...

strillato sottovoce da: massaInerziale alle ore 14:01 | link | commenti
categorie: discussioni, salute
addí, lunedì, 19 maggio 2008

Delitti e pene

Non so se l'ho già detto o meno... la situazione non cambia, quindi...
Ho appena letto l'intervista ad un ministro: per sanare una situazione e combattere i reati, viene proposto di aumentare le pene...
Ma quando si capirà negli alti livelli che aumentare le pene non serve a nulla? E' dimostrato che nemmeno la pena di morte non serve per la prevenzione (oltre ad essere moralmente inaccettabile).
Quando si capirà che è la certezza della pena a fermare il crimine e non la durezza della stessa?
Certo, è molto comodo dire "ho aumentato la pena per un reato", sottointendendo "cosa posso fare di più?".
Puoi fare sicuramente di più, anzi di meglio: fa' in modo che chi commette un qualunque crimine abbia la quasi certezza di essere scoperto e fermato. Allora basterà una pena minore, perché molti, sapendo che sarebbero certamente scoperti, ci penseranno due volte.
Ovvio che non si arriverà mai all'ideale, che sarebbe quello di beccare tutti i criminali, ma una bella percentuale dell'80-90% sarebbe già un bel risultato.

strillato sottovoce da: massaInerziale alle ore 13:18 | link | commenti
categorie: discussioni, politica
addí, domenica, 11 maggio 2008

Il mondo a rovescia

Oggi ho sentito il futuro ministro economico (si tratta di futuro, in quanto il nuovo governo non ha ancora ottenuto la fiducia, anche se dovrebbe essere una formalità) affermare che quando ci saranno sacrifici da fare, i primi a pagare saranno le banche ed i petrolieri. Al contrario, sempre a suo dire, di quanto fatto dalle sinistre (anche se hanno avuto solo due anni), che avrebbero tassato solo i dipendenti.
Quindi, non son sicuro di aver capito: le sinistre hanno fatto pagare prima di tutto i lavoratori a basso reddito; le destre dicono che faranno pagare chi guadagna di più.
Sto cercando di capire: il mondo alla rovescia? Come diceva tempo fa il buon Paolo Rossi? Però lui almeno faceva ridere; oggi non c'è nessun motivo per farlo.

strillato sottovoce da: massaInerziale alle ore 23:30 | link | commenti (2)
categorie: discussioni, politica

Governi ombra...

...ma ombra che significa? Ombra di sé stessi?
Certo che non si da una buona visione di sé quando di litiga per l'attribuzione di ministeri... che non esistono sul serio! Cosa siamo autorizzati a pensare? Che se fossero al governo, le liti sarebbero ancora più grandi.
Vedo che le lezioni non servono a granché.

strillato sottovoce da: massaInerziale alle ore 23:22 | link | commenti
categorie: discussioni, politica
addí, giovedì, 01 maggio 2008

Caccia alla dichiarazione...

Ma qualcuno mi sa spiegare perché tanti navigatori ieri si sono attaccati ad internet per scoprire quanto guadagna il vicino, il capo antipatico, l'idraulico del paese, il politico odiato, i parenti smargiassi, ecc ecc ecc? Tanto da intasare il server?
Ma qualcuno mi sa spiegare perché sono stati tolti tutti questi dati dietro il paravento della privacy? Ma non erano già dati pubblici? Un po' di anni fa, per un lungo periodo, venivano pubblicati sul giornale; va bene, non tutti, solo quelli dei liberi professionisti e dei commercianti. Nessuno si è mai lamentato.
Ma non è forse vero che basta andare in comune, fare domanda e si ottengono gli stessi dati? Ok, lì bisogna muoversi e qui siamo a casa (o in ufficio, visto l'orario...). Ma molti comuni sono informatizzati e online.
Ma non diciamo che tanto queste dichiarazioni sono sempre mendaci? Quelle degli altri, naturalmente; mai le nostre. Per cui se dicessi che la mia dichiarazione è fedele al guadagnato, nessuno di voi ci crederebbe. Per motivi diversi, se fosse alta o bassa, ma la sostanza è che nessuno crede a quanto dichiarato da un altro.
Medici, avvocati? Ma figuriamoci! Idraulici, elettricisti? Nemmeno a parlarne, chiunque porterebbe un aneddoto di un lavoro ottenuto senza fattura. Commercianti? Ma se non fanno altro che lamentarsi! Dipendenti? Ma per favore, è classico il dipendente con doppio lavoro, in nero. Il disoccupato? Ma se lavora anche lui, ce lo dice persino la nostra nuova classe politica. Il precario? Ma mi facci il piacere (cit.), se non piacesse, non lo si farebbe; e poi può sempre fare un matrimonio economicamente vantaggioso. (Non sparatemi, è tutta ironia, neh! Meglio chiarire...)
Ma allora perché tutta questa morbosità? E perché questa paura (o vergogna?) del proprio stipendio? O magari della propria dichiarazione?
Anche a pensar bene, la dichiarazione dei redditi non è un indice di ricchezza o povertà: potrei aver ereditato un patrimonio ed averne già pagato le varie tasse senza tener nulla di immobile; le altre tasse le pagherei tramite la banca, oppure... tutto sotto il materasso :-)
Ieri, nel momento del misfatto, non avevo possibilità di collegamento alla rete, ma non avrei speso più di 10 secondi, giusto per vedere se la mia dichiarazione era corretta. Degli altri... che me ne faccio? Se trovo uno che dichiara 2000 euro/anno e viaggia con il SUV, che faccio? Lo aspetto sotto casa e lo insulto? Oppure gli chiedo istruzioni su come ottenere un simile risultato? Oppure gli chiedo di dividere almeno a metà le sue tasse pagate da me?
Mi dà l'impressione che lil motivo di tanto pollaio sia dovuto al fatto di riuscire a dimostrare che c'è qualcuno più furbo, per colpa del quale tutto sta andando a catafascio. Ed è quindi colpevole, mentre noi siamo innocenti.
Poi ci sono le motivazioni strane (sentite alla radio): devo sapere quanto guadagna la mia ex-moglie (ha scoperto che ha dichiarato 65.000 euro - ma, purtroppo, lui ne guadagna ben di più!). L'altro è andato a vedere quanto guadagna il futuro suocero! A proposito di convenienza! Un terzo doveva conoscere lo stipendio dell'odioso capo, perché non meriterebbe assolutamente nulla.
Che tipo di popolo siamo? Guardoni e ficcanaso? Invidiosi? Abbiamo bisogno di qualcuno da odiare? Per questo non serve lo stipendio...

strillato sottovoce da: massaInerziale alle ore 19:02 | link | commenti (5)
categorie: discussioni, politica, internet, privacy
addí, mercoledì, 09 aprile 2008

Riscrivere la storia?

Mi ero ripromesso, pur avendo una tendenza politica, di non fare campagna elettorale da questo blog (nemmeno da altri, se è per quello :-); inoltre, anche perché fare campagna vorrebbe dire in qualche modo fare qualcosa per la casta, che non ne ha certamente bisogno. Mi tengo i miei pensieri e andrò a votare, perché penso sia giusto mantere un diritto/dovere. Che se per caso ci venisse tolto, poi andremmo a fare i martiri per riaverlo indietro.
Però... accidenti, sembra che lo facciano a posta: se di mestiere facessi il comico, vorrei che questa classe politica non andasse mai a casa! Insomma (lasciando da parte alcune insane battute, poi rimangiate, poi confermate, poi negate, ecc ecc... cose normali) ora qualcuno vorrebbe riscrivere i libri di storia!
Come si indica la risata su internet? Eh eh? Ah ah? LOL? ROTFL?
La storia in sé, non la si riscrive, mai! Per il semplice fatto che non è possibile!
La storia può essere studiata, si vanno a scovare documenti, opinioni, fatti, misfatti, bugie e verità. Poi eventualmente, se ci si sente in grado, si può scrivere della storia, ovviamente con gli occhiali dell'opinione, per fortuna in Italia è ancora permesso esprimere la propria.
E una volta scritta la nostra, possiamo farla leggere ad altri; troveremo qualcuno che, anche lui, ha scritto, magari con altra opinione. Chi va a leggere si farà a sua volta un suo pensiero. Da che mondo è mondo, ogni periodo storico può essere interpretato sotto più punti di vista, che vengono regolarmente registrati dalla storia stessa.
I libri di scuola sono scelti dagli insegnanti, non dallo storico che li ha scritti; anche i genitori degli studenti e gli studenti stessi possono dire la loro (fa parte della democrazia nella scuola, che non vuol dire far prendere 6 a tutti, anzi). E anche se un libro (scelto) avesse una visione particolare, è sempre l'insegnante che decide come impostare il taglio delle lezioni. Quante volte, da studenti o da genitori, abbiamo visto un libro mai seguito, perché il prof decideva di seguire una propria linea, da lui giudicata migliore?
Insomma, chiunque può sedersi a tavolino e scrivere un libro di storia (magari sarebbe meglio se lo facesse precedere da una sua personale preparazione...); magari sarà il prossimo best seller o magari anche no. Forse sarà adottato da qualche scuola, oppure no.
Ma la cosa più divertente (o tremenda, non so) è che l'eventuale ri-scrittura verrebbe fatta in caso quel certo partito vincesse le elezioni; allora la cosa si fa più seria. Riscrivo la storia solo se comando io? Forse perché in quel modo avrei il potere di imporre il mio punto di vista? Abbiamo una decina di aspiranti premier: ciascuno vorrà imporre la sua visione storica?
Anche qui c'è da ridere: con la disponibilità di internet, l'imposizione di una verità di stato può essere fatta solo come sta tentando malamente di fare la Cina: rete bloccata per i siti non in linea con il pensiero dominante (ma non è così difficile aggirare i blocchi...). Che ci siano le 3-i o che non ci siano, la rete è affollata da giovani e no: datemi un argomento e vi trovo 10 siti a favore e 10 contrari, a dir poco. Quel che si studia a scuola, lo sappiamo è per il 70% per passare gli esami, le interrogazioni ed ottenere il titolo. Le proprie idee sono un'altra cosa.
Quindi, per favore, non perdete tempo a scrivere sulla sabbia bagnata, dove durerà il tempo tra un'onda e l'altra e datevi da fare per l'unico motivo (sì, c'è solo questo, a prescindere da quel che pensate voi) per cui vi sarà stato dato il voto: la gestione ottimale della cosa comune.
Utopia? Certo, lo sarà finché noi, che siamo i loro datori di lavoro, lo permetteremo, Come ogni datore di lavoro, abbiamo in mano un'arma formidabile, che non genera sangue: il mandarli a casa e chiamarne degli altri, si spera migliori.

strillato sottovoce da: massaInerziale alle ore 14:13 | link | commenti
categorie: discussioni, politica, internet
addí, domenica, 06 aprile 2008

Schede confuse????

Ora ci verrebbero a dire che le schede per le elezioni sono confuse, complicate?
Ci stanno quindi dicendo che siamo così cretini da non saper dove mettere una croce su una scheda elettorale?
Questa è nuova! A me sembra un tentativo nemmeno troppo coperto di far rivolgere l'attenzione degli elettori su una stupidata, cercando invece di distogliere l'attenzione dai temi ben più importanti, tipo: come faremo ad abbassare le tasse? Tutti dicono che lo faranno, ma il modo non è chiarito da nessuno. Una diminuzione ottenuta alzando i costi indiretti avrebbe un ben misero significato. Come faremo a mettere a posto la scuola, se ogni anno le nomine definitive si hanno per dicembre? E che cosa fare se un processo con qualche centinaio di testi si protrae normalmente per 15 anni?
Non vogliamo parlare di problemi fondamentali e loro soluzione? Allora parliamo del perché una fetta consistente dell'elettorato non andrà a votare; nelle varie elezioni precedenti tutti hanno notato un trend negativo nel numero dei votanti. Discutiamo del perché e di come fare per richiamarli al loro diritto; ehi, senza costringerli, eh! Ed anche senza pensare di introdurre altre fasce di età, viste come greggi da irretire (avete notato che dopo qualche sondaggio, le proposte - future - di abbassare l'età da cui si comincia a votare... sono scomparse? Forse perché hanno capito che quelle generazioni, in media, si fanno più difficilmente guidare dalla politica?).
Insomma, da qui alle elezioni il tempo c'è; non sprecatelo per stampare altre schede. Dateci anche schede in bianco e nero, o anche solo in bianco; dopo anni di democrazia, vorrei proprio vedere se c'è qualcuno che non sa come si vota. La croce su un simbolo dovremmo essere in grado tutti di farla; persino gli analfabeti.

strillato sottovoce da: massaInerziale alle ore 16:36 | link | commenti (4)
categorie: discussioni, politica
addí, domenica, 30 marzo 2008

Domenica Sportiva

Posto il fatto che per me rappresenta una sorta di aiuto alla lotta contro l'insonnia (e bisogna dire che negli ultimi anni ha fatto molta strada in questa direzione... mezz'ora di TV fa addormentare chiunque) e alla sera mi si può trovare con il Powerbook sulle ginocchia e, in fondo alla stanza, la TV accesa a basso volume...
Detto anche che, pur essendo appassionato di sport e di calcio in particolare, mi bastava quel bellissimo programma che era 90° minuto (durava un quarto d'ora, con i commenti stringati sulle immagini dei gol della giornata, era tutto quello che serviva)...
...bisogna però rimarcare un segno dei tempi...
Nelle prossime due settimane, bisognava fare spazio alla campagna elettorale, con tutti i suoi dibattiti, commenti, litigi, par condicio ed altro (per carità, il voto è una cosa seria, bisogna avvicinarsi alla cabina elettorale avendo bene in mente cosa fare... almeno, così dovrebbe essere...). Per cui qualche trasmissione TV doveva spostarsi in altri orari o magari essere interrotta per breve periodo.
È stato deciso che la trasmissione sacrificata debba essere la Domenica Sportiva. No problem: oltre i 10 minuti dedicati alla cronaca del posticipo, si tratta poi solo di commenti a non finire, qualche gnocca, che hanno deciso ci sta sempre bene, basta. Il tutto per coprire due e più ore.
Quello che bisogna rimarcare (mi ha fatto fare un balzo sulla sedia, ma voglio essere calmo...) è che gli spazi per una trasmissione diversa dalle tribune elettorali c'era: infatti è stata scelta come cosa da non poter sospendere, quale? Udite udite: X-Factor!!!!
Potrei smettere qui, la cosa si commenta da sé. Però non ce la faccio.
Insomma, togliete pure la Domenica Sportiva, ma non metteteci una cosa peggiore!!!
Con tutta la pubblicità assillante a radio e tv, ne ho guardato qualche pezzettino: sono cattivo se dico che si tratta di un programma come ce ne sono molti (con un purtroppo grosso come una casa)? Non penso di esserlo, al massimo realista. Il solito spettacolo (e spero non si offenda chi fa veramente spettacolo) che anni fa sarebbe approdato solo su tv locali, dove il massimo divertimento era scoprire il vicino di casa ripreso dalle telecamere. Differenze da "La corrida"? Alla fin fine, nessuna; forse qui non si prendono in giro i concorrenti, solo gli spettatori. Anzi: "La corrida" aveva un passato radiofonico, dove aveva un senso (mezz'ora di leggerezza) e magari era anche stato inventato in Italia. X-Factor è la solita scopiazzatura di qualche format (ora si chiamano così) di altri mercati, come è successo per le Isole (famosi??? Ma dove?), i Fratelli (grande??? Ma va là!).
Così si va ad aggiungere alla flotta di amici (ma è una terapia di gruppo?), straniamori, e chiL'haVisti, e quelli che vogliono essere milionari (tanto è solo così che si fanno i soldi, no?) e varianti identiche, tutti che contribuiscono ad una tv da tenere sempre di più come decorazione della casa (in effetti chi si può permettere un plasma da 48 milioni di pollici può pretendere di presentarlo come tale, magari attaccandolo ad un computer e mostrando una bella foto). Evviva i videoregistratori, almeno qualcosa che valga la pena di sogguardare, durante la notte c'è, non sempre, ma c'è.
Rincorsa agli ascolti, ecco dove ci ha portati. Il che significa che i miei gusti sono condivisi sono da una percentuale trascurabile dei possibili utenti televisivi. Questo ci può stare... Ma sul serio la maggioranza vuole vedere questa spazzatura?

strillato sottovoce da: massaInerziale alle ore 12:06 | link | commenti (1)
categorie: discussioni, televisione, notizie
addí, sabato, 22 marzo 2008

La Reputazione

Reputazione: sembra una parola fuori moda, forse ultimamente si parla di più del suo opposto (lo sputtanamento, olé - citazione!). Qualche lustro fa per la reputazione si facevano duelli, ma anche adesso, forse più in sordina (altrimenti che reputazione sarebbe?), ma la reputazione è importante: chi affiderebbe i propri soldi ad una banca con una brutta reputazione? E se avessimo come vicino di casa uno che ha la reputazione di essere un delinquente? Per fortuna, le abitudini sessuali stanno uscendo dalla sfera della reputazione (considerata punto di forza, o di debolezza secondo i casi, di una donna), ma vi rientrano se parliamo di deviazioni sessuali. E se il collega di lavoro ha la reputazione di fregare il lavoro degli altri?
Pirandello, con la sua Patente, indicò la reputazione come un titolo di cui una persona può fregiarsi.
Di recente è stato sollevato un vespaio sull'uso dei blog per minare la reputazione di personaggi, che possono essere sia pubblici che no. Poco tempo fa, Punto Informatico ha messo in linea un video sull'argomento, in cui vengono ben evidenziati i problemi: da un lato le esagerazioni di chi si crede al di fuori di ogni regola e si arroga il diritto di dire qualunque cosa, dall'altro le corrispondenti esagerazioni di chi si sente magari colpito nella propria coda di paglia. C'è chi, come un delegato del Kentuchy, vorrebbe che chiunque inserisca una parola sul web fosse registrato e schedato, in modo da essere facilmente preso in caso di diffamazione ed i webmaster avrebbero la responsabilità di tenere i dati (tranquilli, una cosa del genere in USA sarebbe incostituzionale); dall'altro lato, sappiamo quanto possa essere difficile criticare qualcuno e non essere accusati di diffamazione.
È un problema che in qualche modo dovrà essere affrontato: dove arriva la libertà di espressione (e di critica) e dove comincia l'attentato alla reputazione. Nel caso dei giornali, gli articoli passano attraverso un filtro in redazione (dove spesso contano anche le inclinazioni politiche del giornale); in caso di diatriba legale, c'è tutto un giornale che può sostenere il giornalista. Nel caso di un blog privato, chi si sentirebbe in grado di esporsi con nome e cognome e sostenere un'accusa anche se fondata su fatti reali? Per quanto mi riguarda, quello che scrivo nei blog lo ripeto anche a voce e lo potrei presentare con nome e cognome; quello che appare di me è identico a quello che sono.
Di solito l'anonimato permette al blogger di sentirsi più libero di esprimere la propria opinione e l'eventuale reprimenda verso qualcuno, di solito personaggio pubblico, proprio per quanto detto prima. D'altra parte non è giusto distruggere la reputazione di qualcuno senza che questo possa difendersi, ma qui c'è anche la sproporzione: pensiamo ad un blogger versus l'Amministratore Delegato di una ditta o un politico, magari avvocato. Insomma, mi pare di vedere un po' di squilibrio: da un lato i blogger vengono paragonati ai giornalisti e vi vengono applicate regole, appunto, valide per i giornali; dall'altro, non mi pare (fatemi sapere se sbaglio) di vedere altrettanta tutela verso i blogger nel momento in cui vengono denunciati (si va a finire nel penale, anche); sì perché alla fine l'anonimato regge fino al momento in cui entra in gioco la magistratura, che ha (giustamente) il poter di conoscere chi sta dietro ad ogni sito.
Finora, la rete si è auto-regolamentata: i famosi troll vengono riconosciuti ad occhi chiusi; talvolta gli si risponde quasi per divertirsi, ma nessuno pensa di mettere in moto la magistratura per accuse considerate infamanti raccolte su una mailing list, su una chat o newsgroup. Cosa che invece viene fatta molto facilmente negli ultimi tempi: guardatevi il video indicato sopra e vedrete. Oppure, sempre su Punto Informatico, fate una ricerca con chiave "Diffamazione".

Magari, aspettando una legislazione un più vicina alla realtà della rete, sarebbe auspicabile un po' di equilibrio? No?

[Questo post è a metà tra la tecnologia e la vita quotidiana, per cui lo presento uguale anche nel mio blog tecnologico...]

strillato sottovoce da: massaInerziale alle ore 18:45 | link | commenti (1)
categorie: discussioni, politica, internet, privacy
addí, domenica, 16 marzo 2008

Orari fuori orario

Qual è l'orario di lavoro più comune? Beh, ce ne possono essere più di uno, ma in genere si cominicia tra le 8:00 e le 9:00; con il continuato si smette alle 17:00 o 18:00. Se invece c'è una pausa più lunga, si va dalle 15:00 fino alle 19:00 o giù di lì.
Supponiamo di dover fare un'indagine medica presso la ASL locale; ovvio che bisogna prendersi la mattinata libera. Poi dovremo andare a ritirare il risultato; a che ora? Tra le 11 e le 15, escluso il sabato.
Ora dobbiamo farci fare un certificato dal comune: l'orario va dalle 9 alle 12.
Se invece dobbiamo portare l'auto al collaudo obbligatorio quando bisogna andare? Naturalmente la mattina, tra le 10 e le 13.
E poi ci sono le varie pratiche da fare: se si tratta di uffici statali l'orario si aggira su un 9-12 oppure un 8-13 nei casi fortunati.
Nessun commento, tanto non servirebbe a nulla.

strillato sottovoce da: massaInerziale alle ore 12:44 | link | commenti
categorie: discussioni
addí, martedì, 11 marzo 2008

Sesso... olandese

Il Nord-Europa è stato spesso portato come esempio di liberalizzazione sessuale, ma questa notizia lascia indubbiamente sorpresi: esperti della polizia olandese hanno messo a punto una ipotesi di regolamento pubblico, secondo il quale sarà possibile entrare in un parco, appartarsi (bisogna vedere cosa si intende, ma di solito in Olanda sono sempre permissivi nelle interpretazioni) e dedicarsi con il proprio partner ad effusioni a sfondo sessuale, fino ad arrivare al rapporto completo.
A quanto sembra, basterebbe seguire le indicazioni su orari (tardo pomeriggio) e zone (niente bambini attorno!); naturalmente, come per qualunque altra attività da espletare nei parchi, attenzione a non lasciare spazzatura/tracce del proprio passaggio, ma a questo gli olandesi sono già abituati da anni di corretti comportamenti di convivenza civile.
I tutori dell'ordine potranno intervenire solo in caso di disturbi agli altri frequentatori: insomma, niente pratiche "strane" e non fate troppo rumore! Ovviamente, la proposta non fa differenza tra coppie etero o omo, nel più puro spirito di uguaglianza.
Al momento, gli unici a lamentarsi sembra siano stati i proprietari di cani, che si trovano a rischiare multe più salate se non tengono le proprie bestiole al guinzaglio (era un provvedimento dovuto, altrimenti chi si arrischierebbe a certe operazioni sapendo che potrebbe arrivare sul più bello il solito cagnetto imbecille, sempre che non sia un alano...). Inoltre, se fossi un frequentatori di parchi olandesi, dovendo scegliere preferirei imbattermi in una coppia impegnata in effusioni (scusate, fate come se non ci fossi, me ne vado subito), piuttosto che mettere un piede, magari con scarpe aperte, su una cacca di cane (accidenti al padrone, che se ne trovi una nel piatto della minestra alla sera :-)
Addio quindi ai drive-in, agli alberghi a ore? Beh, un momento: d'inverno i parchi sono sempre freddi e, a meno di cimenti invernali..., ci sarà sempre qualcuno che preferisce agire in privato!
Andando più sul generale, questo ci aiuta a capire come la mentalità olandese sia diversa da molte altre: libertà finché non si rompe le scatole sul serio. Qualche volta magari possiamo considerarla sbagliata, ma altre volte... non fa una piega. Ricordate come si erano stupiti di tutto il rumore fatto sulle vignette sulla religione islamica? Ineffetti, in questa visione quelle minacce erano incomprensibili!

[sorgente]

strillato sottovoce da: massaInerziale alle ore 14:04 | link | commenti
categorie: discussioni, notizie
addí, sabato, 01 marzo 2008

Sulle leggi elettorali

In questi giorni ci possiamo rendere conto di che accidenti di legge elettorale siamo forniti. Messa su dalle destre, dopo abili conti, ma mai corretta dalle sinistre, evidentemente di nuovo dopo altri conti.
Diciamo che alla fine, questa legge è veramente tremenda, tutti dicono che è da cambiare, ma... alla fine, piace a tutti i politici.
Certo, non dobbiamo stupirci: è una legge dello Stato Italiano che, se riassunta in parole povere, potrebbe essere spiegata in questo modo:
"tu, cittadino, limitati a votare la persona da cui vorresti essere guidato per 5 anni; al resto pensiamo noi politici. Dopo tutto, che ne sai di cosa serve, di chi serve veramente. Dobbiamo essere noi a decidere, non tu che non sai nulla di come si amministra il potere."
Mi direte: "lo facevano anche prima". Beh, prima se un candidato non era votato, non poteva essere eletto; oggi sì, basta che lo abbia deciso il partito a cui appartiene. Sarebbe moooolto bello se la gente ragionasse sul serio così:
"voterei il partito x, ma dato che posso solo votare quel candidato scelto per me e che a me non va, voto un altro partito o magari non voto del tutto". In questo modo, chi non mette candidati all'onore del mondo verrebbe penalizzato e tutti i loro conti di seggi andrebbero al diavolo, come sarebbe giusto.
Che senso ha votare con questa legge? Allora non mandiamo in parlamento 900 e passa persone, con il loro codazzo di portaborse, consulenti, ecc ecc: basta mandare solo i capolista ed i ministri di chi vince. Con 20 persone ce la caviamo: pensate al risparmio che ne uscirebbe. Tanto gli altri sono inutili: sono messi nelle liste solo per ottenere voti, non frega nulla della persona; durante le sedute del parlamento non contano nulla, tanto che se qualcuno vota diverso dalle indicazioni del proprio partito viene censurato, sputato, espulso. Quindi a che pro?
Il bello (anzi, il brutto) è che penso che non ci libereremo facilmente di questa legge, piace troppo ai partiti poter fare quello che vogliono.

strillato sottovoce da: massaInerziale alle ore 12:37 | link | commenti
categorie: discussioni, politica