Certo che di tempo ne è passato: sono uno di quelli che ha potuto seguire in prima persona i primi referendum, quelli che permisero a cose come divorzio e aborto di diventare legali. Ricordo che l'affluenza non era un problema: nessuno tentava di fare campagna elettorale dicendo di non votare.
E' comprensibile il motivo per cui la Costituzione contiene questo vincolo. Il pensiero era: se un problema non è sentito da almeno la metà della popolazione, allora non è un problema. Naturalmente, i nostri costituenti non avevano pensato che potesse succedere una cosa simile anche per le normali votazioni.
Lentamente ma inesorabilmente è aumentata la quota di astensionismo endemico, forse legato al distacco della Politica dalla gente e dalla vita di tutti i giorni (non ci rendiamo conto che le nostre azioni durante la giornata sono comunque legate al modo di vivere e di pensare e quindi alla Politica). In questo modo, è semplice far fallire un referendum: basta aggiungere all'astensionismo endemico una certa percentuale di "astensioni forzate" e il gioco è fatto! Se avessimo lo stesso vincolo, anche le elezioni appena terminate della mia provincia sarebbero da annullare: hanno votato il 40%!
Per me è proprio incomprensibile perché si debba boicottare un pronunciamento popolare; se sei contrario, vai e vota No! Troppo comodo arruolare tutti quelli che non andrebbero comunque e dire che la pensano come te!
Propongo una modifca alla Costituzione (tanto oggi è di moda): eliminiamo questo limite del 50%+1, facciamo in modo che sia sul serio un confronto: contiamo veramente chi vuole il Sì e chi il No.
A dir la verità, io, che sono andato a votare "anche" per il referendum, ho dato 2 No e 1 Sì; quindi non sarebbe per nulla scontato il risultato.
Ma naturalmente, questo vorrebbe dire che la gente parteciperebbe alla vita pubblica: oggi se ne trovano pochi...
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