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addí, venerdì, 16 gennaio 2009

Risata dal profondo

E' circa due mesi che non posto nulla su questo blog, ma ora non posso prorio farne a meno...
Ho appena letto del "casino" (scusate il francesismo, ma mai come ora si adatta alla situazione) dei reality.
Posto che non li ho mai potuti soffrire, proprio a partire dall'idea; per questo motivo non ho mai acceso la TV per guardare uno di questi tremendi sotto-prodotti da visione. Penso di non essere mai riuscito a vederne più di 30 secondi di fila; la scelta era obbligata: o cambiare canale, o tirare la prima cosa che avevo sotto mano contro il televisore. E visto che rompere un CRT (sono ancora uno dei pochi che ce l'ha) è anche pericoloso, la scelta non esisteva. Ho persino smesso di seguire gli spettacoli della Gialappa's, che ormai si imperniavano solo su sequenze di questi aborti televisivi.
Ora però siamo arrivati all'impossibile: uno dei responsabili della RAI ha affermato (quoto tra virgolette perché così si trova nell'articolo di un quotidiano) "abolire certe trasmissioni significherebbe togliere programmi che aiutano comunque a generare una ventata d’ottimismo".
In effetto sento una ventata, ma non certo di ottimismo! Soprattutto se pensiamo solo per un momento che in queste trasmissioni ci sono sia i personaggi di oggi che quelli di domani. Che pensano che per risolvere il problema di "cosa fare nella vita" si risolva semplicemente nel diventare un eroe di cartone.
Ora, finché si trattasse di un dovertimento, ok: chiunque può decidere come dvertirsi, basta che non rompa le scatole agli altri. Ma questo non è un divertimento: c'è gente che fa a botte pur di poter accedere ai provini, come se fosse l'ultima possibilità della vita.
E poi, diciamola tutta: ci sono spettatori che guardano questi programmi perché pensano che così si possa capire il comportamento umano. Ma guardiamoci un attimo: siamo davvero sicuri che quello che avviene sotto le telecamere sia la persona vera? Per me, no! Sapendo di essere ripresi, quei ragazzi non fanno altro che fare quello che gli altri, quelli fuori, si aspettano che facciano. Così possono diventare famosi. Ecco quindi che sui giornali si riporta che la tale è andata a letto con il tal'altro, per cui la prima cosa è che "bisogna scopare con qualcuno": solo così si fa notizia.
Allo stesso modo: il VIP che si trova malissimo su una delle isole, credete che lo faccia per sfida? Per dimostrare che si adatta, che sarebbe capace di tornare povero? Mi pare abbastanza lampante che lo fa solo per diventare famoso. La celebrità deve essere rinverdita spesso, altrimenti la gente ti dimentica. Cosa di meglio di uno spot gratuito? Se poi riesci a litigare con qualcuno, meglio ancora: finisci sulle prime pagine.
Qualcuno un bel po' di tempo fa disse che la religione è l'oppio dei popoli. Non so; di sicuro la televisione ha maggiore possibilità di esserlo.

strillato sottovoce da: massaInerziale alle ore 19:50 | link | commenti
categorie: discussioni, politica, televisione