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addí, sabato, 09 agosto 2008

Ci risiamo. Negli ultimi anni, anzi decenni, conseguenti al declino di grandi stati, stiamo assistendo al frammentarsi continuo di staterelli, come in un gioco di scatole cinesi (o matrioske russe, se preferite).
Mentre tempo fa le guerre scattavano per ottenere territori più ampi, annessioni di spazi oltre il confine (pensiamo anche alla sola unione italiana), oggi avvengono per sminuzzare (o impedire di sminuzzare) uno stato in vari stati più piccoli.
Ovvio che non possiamo sapere tutti i retroscena politici, ciascuno si cerca i propri referenti e poi agisce sapendo che da quel lato almeno non avrà problemi, a meno che la convenienza non spinga da un'altra parte. Ho cercato la capitale della regione che si proclama indipendente, l'impronunciabile Tskhinvali; sono andato su Google Maps per trovare... il nulla!
Secondo la cartina, infatti, lo stato della Georgia non ha montagne, fiumi e tanto meno città. Il segnalino che indica il target della ricerca punta in una zona bianca; le strade arrivano tranquille fino al confine e scompaiono. Si teme forse che le cannonate siano dirette riempiendo il campo "ricerca un indirizzo"?
Gli "esperti" dicono che l'attacco è avvenuto per velocizzare l'ingresso in una organizzazione militare occidentale; l'altro attacco invece per non perdere l'influenza su una zona del territorio. Gli abitanti non hanno nemmeno avuto la "soddisfazione" di decidere il colore delle bombe che li stanno colpendo. È una cosa buffa: un paese vota il proprio governo per vivere meglio, dovrebbe essere un'emanazione della propria volontà; poi quel tal governo acquista vita propria, prende decisioni nel nome di un bene comune supremo, che non si sa quanto sia veramente comune.
E poi, cos'è questa moda di volersi sempre dividere? Arriveremo all'autodeterminazione del condominio? A vedere certe riunioni direi che non ci si può fermare lì; agli appartamenti? Forse, visto che c'è sempre il divorzio.
Ma c'è il petrolio in quelle zone? Di solito le guerre si accendono per cose simili, non certo per ideologie; l'interesse guida tutto. Quale sarà questa volta?
Se avessi responsabilità di stato, sarei molto meno rigido: qualcuno vuole l'indipendenza? Bene, si accomodi; poi però non venga a pigolare quando manca qualcosa: libero mercato, nessuno prezzo di favore. Chi si separa ha delle ricchezze tipo petrolio, grano, vampiri e lupi mannari? Meglio per loro, ma avranno sempre bisogno di altro. Vogliamo fare 200 stati in 100km quadri? Non c'è problema. Ci sarà qualche disagio a passare duecento frontiere, ma sarà sempre poco rispetto al fischio di una bomba, peggio se intelligente (avete presente la selezione intelligente di Word?)

strillato sottovoce da: massaInerziale alle ore 12:40 | link | commenti
categorie: discussioni, politica, notizie