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addí, lunedì, 19 maggio 2008

Delitti e pene

Non so se l'ho già detto o meno... la situazione non cambia, quindi...
Ho appena letto l'intervista ad un ministro: per sanare una situazione e combattere i reati, viene proposto di aumentare le pene...
Ma quando si capirà negli alti livelli che aumentare le pene non serve a nulla? E' dimostrato che nemmeno la pena di morte non serve per la prevenzione (oltre ad essere moralmente inaccettabile).
Quando si capirà che è la certezza della pena a fermare il crimine e non la durezza della stessa?
Certo, è molto comodo dire "ho aumentato la pena per un reato", sottointendendo "cosa posso fare di più?".
Puoi fare sicuramente di più, anzi di meglio: fa' in modo che chi commette un qualunque crimine abbia la quasi certezza di essere scoperto e fermato. Allora basterà una pena minore, perché molti, sapendo che sarebbero certamente scoperti, ci penseranno due volte.
Ovvio che non si arriverà mai all'ideale, che sarebbe quello di beccare tutti i criminali, ma una bella percentuale dell'80-90% sarebbe già un bel risultato.

strillato sottovoce da: massaInerziale alle ore 13:18 | link | commenti
categorie: discussioni, politica
addí, domenica, 11 maggio 2008

Il mondo a rovescia

Oggi ho sentito il futuro ministro economico (si tratta di futuro, in quanto il nuovo governo non ha ancora ottenuto la fiducia, anche se dovrebbe essere una formalità) affermare che quando ci saranno sacrifici da fare, i primi a pagare saranno le banche ed i petrolieri. Al contrario, sempre a suo dire, di quanto fatto dalle sinistre (anche se hanno avuto solo due anni), che avrebbero tassato solo i dipendenti.
Quindi, non son sicuro di aver capito: le sinistre hanno fatto pagare prima di tutto i lavoratori a basso reddito; le destre dicono che faranno pagare chi guadagna di più.
Sto cercando di capire: il mondo alla rovescia? Come diceva tempo fa il buon Paolo Rossi? Però lui almeno faceva ridere; oggi non c'è nessun motivo per farlo.

strillato sottovoce da: massaInerziale alle ore 23:30 | link | commenti (2)
categorie: discussioni, politica

Governi ombra...

...ma ombra che significa? Ombra di sé stessi?
Certo che non si da una buona visione di sé quando di litiga per l'attribuzione di ministeri... che non esistono sul serio! Cosa siamo autorizzati a pensare? Che se fossero al governo, le liti sarebbero ancora più grandi.
Vedo che le lezioni non servono a granché.

strillato sottovoce da: massaInerziale alle ore 23:22 | link | commenti
categorie: discussioni, politica
addí, giovedì, 01 maggio 2008

Caccia alla dichiarazione...

Ma qualcuno mi sa spiegare perché tanti navigatori ieri si sono attaccati ad internet per scoprire quanto guadagna il vicino, il capo antipatico, l'idraulico del paese, il politico odiato, i parenti smargiassi, ecc ecc ecc? Tanto da intasare il server?
Ma qualcuno mi sa spiegare perché sono stati tolti tutti questi dati dietro il paravento della privacy? Ma non erano già dati pubblici? Un po' di anni fa, per un lungo periodo, venivano pubblicati sul giornale; va bene, non tutti, solo quelli dei liberi professionisti e dei commercianti. Nessuno si è mai lamentato.
Ma non è forse vero che basta andare in comune, fare domanda e si ottengono gli stessi dati? Ok, lì bisogna muoversi e qui siamo a casa (o in ufficio, visto l'orario...). Ma molti comuni sono informatizzati e online.
Ma non diciamo che tanto queste dichiarazioni sono sempre mendaci? Quelle degli altri, naturalmente; mai le nostre. Per cui se dicessi che la mia dichiarazione è fedele al guadagnato, nessuno di voi ci crederebbe. Per motivi diversi, se fosse alta o bassa, ma la sostanza è che nessuno crede a quanto dichiarato da un altro.
Medici, avvocati? Ma figuriamoci! Idraulici, elettricisti? Nemmeno a parlarne, chiunque porterebbe un aneddoto di un lavoro ottenuto senza fattura. Commercianti? Ma se non fanno altro che lamentarsi! Dipendenti? Ma per favore, è classico il dipendente con doppio lavoro, in nero. Il disoccupato? Ma se lavora anche lui, ce lo dice persino la nostra nuova classe politica. Il precario? Ma mi facci il piacere (cit.), se non piacesse, non lo si farebbe; e poi può sempre fare un matrimonio economicamente vantaggioso. (Non sparatemi, è tutta ironia, neh! Meglio chiarire...)
Ma allora perché tutta questa morbosità? E perché questa paura (o vergogna?) del proprio stipendio? O magari della propria dichiarazione?
Anche a pensar bene, la dichiarazione dei redditi non è un indice di ricchezza o povertà: potrei aver ereditato un patrimonio ed averne già pagato le varie tasse senza tener nulla di immobile; le altre tasse le pagherei tramite la banca, oppure... tutto sotto il materasso :-)
Ieri, nel momento del misfatto, non avevo possibilità di collegamento alla rete, ma non avrei speso più di 10 secondi, giusto per vedere se la mia dichiarazione era corretta. Degli altri... che me ne faccio? Se trovo uno che dichiara 2000 euro/anno e viaggia con il SUV, che faccio? Lo aspetto sotto casa e lo insulto? Oppure gli chiedo istruzioni su come ottenere un simile risultato? Oppure gli chiedo di dividere almeno a metà le sue tasse pagate da me?
Mi dà l'impressione che lil motivo di tanto pollaio sia dovuto al fatto di riuscire a dimostrare che c'è qualcuno più furbo, per colpa del quale tutto sta andando a catafascio. Ed è quindi colpevole, mentre noi siamo innocenti.
Poi ci sono le motivazioni strane (sentite alla radio): devo sapere quanto guadagna la mia ex-moglie (ha scoperto che ha dichiarato 65.000 euro - ma, purtroppo, lui ne guadagna ben di più!). L'altro è andato a vedere quanto guadagna il futuro suocero! A proposito di convenienza! Un terzo doveva conoscere lo stipendio dell'odioso capo, perché non meriterebbe assolutamente nulla.
Che tipo di popolo siamo? Guardoni e ficcanaso? Invidiosi? Abbiamo bisogno di qualcuno da odiare? Per questo non serve lo stipendio...

strillato sottovoce da: massaInerziale alle ore 19:02 | link | commenti (5)
categorie: discussioni, politica, internet, privacy