Allora ci siamo, come previsto. Nuove elezioni significa:
- i decreti legge che non piacciono a qualcuno in parlamento non saranno confermati;
- circa 500 milioni di euro per le spese (i nostri conti non sembrano importare, tanto li paghiamo tutti),
- trasmissioni TV piene di gente che si insulta (hanno già cominciato, siamo in campagna elettorale senza che questa sia stata dichiarata, quindi senza leggi al di là dell'etica dei giornalisti);
- arriveranno manifesti un po' ovunque, anche dove danno fastidio, pieni di facce sorridenti, paternalistiche o dure, a seconda del messaggio da passare agli elettori (a quando i manifesti sexy? Per entrambi i sessi, ovviamente);
- discussioni in ufficio anche quando non se ne ha voglia, perché tanto qualche convinto puro c'è sempre;
- varie ed eventuali.
Questa volta sembra (ripeto,
sembra) che ci sia qualche variante: il tentativo, non so quanto sia vero o solo per creare un po' di fumo (lo scetticismo, anche se tipicamente italiano, penso sia giustificato), di provare ad eliminare dalla radice le radici di tanta instabilità: sarà anche colpa dell'attuale legge elettorale, ma anche il fatto secondo cui chi ha una ventina di amici mette su un partito (lo stiamo vedendo proprio ora, con deputati che scorrono da una parte all'altra delle posizioni, altri che ne fanno di nuove).
Posto che finché potrò, sarò sempre contrario all'astensione (c'è stata gente che nei secoli ci ha rimesso la vita affinché si potesse votare), non appena è caduto il governo, la mia reazione è stata: adesso basta con le ideologie, mi butto sulle annunciate liste civiche di Grillo, andando a vedere di persona che tipi sono i candidati. In effetti sarebbe l'unica cosa da fare: per cambiare il modo di fare politica, bisogna cambiare le persone che la fanno (o che la votano?).
Poi ho pensato di dare una preferenza a quelle formazioni che non hanno persone inquisite per qualsivoglia reato. Dopo tutto per fare politica, qualche politico ci vuole; non possiamo pensare di mandare a rappresentarci in Europa gente che verrebbe sbranata dai lupi che vi si trovano. Non possiamo fare politica seria a furia solo di manifestazioni.
La famosa
Seconda Repubblica è stata secondo me una presa per i fondelli, sono una burla; sono scomparse solo le persone più difficili da difendere, ma il resto è rimasto tale e quale. Che ne dite: ci riusciremo questa volta? Perché è chiaro: dipende da noi, anche se le persone saranno ancora scelte dai partiti.