Non si tratta dello strambo extraterrestre, senza nemmeno un disintegratore, in cerca di del prefisso per chiamare chissà dove, ma di una iniziativa per raccogliere, riutilizzare, riciclare i telefonini usati.
Ormai dovremmo saperlo tutti che un telefonino è quanto di più inquinante (scorie nucleari a parte!) possiamo mai lasciare nell'ambiente: pensate solo ai vari metalli presenti nelle schede elettroniche interne e soprattutto nella batteria. Sulla confezione (anzi, all'interno, cioé praticamente invisibile) c'è il simbolo che invita a non gettare nella spazzatura domestica; allora dove bisogna metterli?
Secondo la legge, negli appositi centri ecologici che ogni comune dovrebbe aver allestito; la consegna è gratis. A partire da agosto, potremo anche lasciarli al negoziante che ci vende il nuovo telefonino (anche se lo stesso negoziante farà di tutto per non prenderlo, la legge lo costringerà a farlo, anche se gli permette, per un certo periodo, di chiedere una piccola cifra per lo smaltimento).
Però oggi c'è anche un altro modo, anche migliore, di smaltire un telefonino vecchio. Al sito
www.telefonocasa.org c'è scritto tutto e come trovare un centro di raccolta.
I vecchi telefonini ancora funzionanti verranno usati in paesi del terzo mondo (dopo averli ovviamente completamente cancellati), dove un telefono fisso è impossibile e i telefonini nuovi costano troppo; quelli rotti verranno avviati al riciclo e gli eventuali ricavi andranno ad associazioni onlus.
Invece che tenerli in un cassetto, facciamoli ancora funzionare o utilizziamo il loro interno: l'ambiente ne sarà certamente contento!