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addí, giovedì, 31 maggio 2007

Buon compleanno, Pepe!

Il primo giugno 1967 usciva in contemporanea in tutto il mondo l'album speciale dei FabFour, i Beatles:
Sgt.Pepper's Lonely Hearts Club Band.
Uno dei primi concept album del pop. Se qualcuno ha avuto o ha ancora tra le mani il vinile originale (allora chiamati LP, da Long Playing), ricorda il divertimento nell'andare a cercare le facce di personaggi noti in mezzo ad altri sconosciuti. Non sto a commentare: per chi non conosce questo album, l'invito è ad ascoltarlo, compresi la messe incredibile (per quei tempi) di effetti sonori: oggi alla portata di qualunque ragazzino con un computer, ma allora frutto di ore ed ore di tentativi in studio.
Forse domani si scriveranno fiumi di parole; io voglio solo invitare ad ascoltarlo (o riascoltarlo), ricordando che proviene da 40 anni nel passato.
Buon ascolto.

strillato sottovoce da: massaInerziale alle ore 22:43 | link | commenti
categorie: musica
addí, lunedì, 28 maggio 2007

Dal GrandeFratello....

...al Grande Donatore!
Non è una freddura: se conoscete un po' di olandese (io, per niente! Ma ho usato un traduttore online per verificare!), potete andare sul sito dell'emittente BNN e vedere che viene pubblicizzato un nuovo programma televisivo: il solito misto di reality, quiz e imbecillaggini varie.
Ma alla fine il premio sarà un RENE: avete letto bene, proprio un organo del corpo. Ci sarà una persona che vuole essere donatore (fin qui tutto bene) e deciderà a chi regalare il proprio rene.
Sembra che l'inventore della trasmissione pensi, così facendo, di far capire che la donazione di organi è una buona cosa; a me pare che invece verrà passato il tutto come una burletta, anche di cattivo gusto.
Particolare agghiacciante: nel logo del programma (sul sito lo vedete passare nel banner di testa) c'è anche un rene stilizzato. Chissà se la cosa si allargasse ad altre parti anatomiche...
Sono da sempre contro ogni forma di controllo dei media, contro la censura, ma qui mi si sta mettendo a dura prova. Spero che per catturare l'audience l'inventore del programma decida di donare il proprio cervello e spero anche che nessuno si presenti per averlo.

strillato sottovoce da: massaInerziale alle ore 00:20 | link | commenti (3)
categorie: televisione, notizie
addí, sabato, 26 maggio 2007

Car sharing e altro

Oggi ero a Milano dove, parlando con altri, ho saputo che a Monza il sindaco ha fatto nascere un esperimento di  car sharing: invece di tenersi un'auto a testa per girare in citta' (non so se siete mai capitati a Monza: se ne puo' uscire solo dopo 3 ore, qualunque sia il tragitto), si prenota con breve preavviso una di queste auto e la si lascia dopo l'uso in uno dei posteggi previsti.
Il prezzo e' a km e ore, non si paga tra le 24 e le 7. Almeno, così mi è stato detto.
Le piccole sono delle Smart: ci si carica poco, ma si passa ovunque.
In pratica, le auto a girare dovrebbero essere meno, ognuno non paga assicurazione-bollo, ma solo se la usa. Per me sarebbe una cosa eccezionale; mi piacerebbe che si facesse un simile esperimento un po' dovunque. Ancora meglio se con auto elettriche

Fin qui la notizia: mi sembra una bella cosa e se qualcuno sa di altri esempi, lo faccia sapere.

Poi, e' saltata fuori la pessima abitudine: dai colleghi un'unica idea: bisognava assolutamente dimostrare che non era possibile, anzi utopistico: cioe', cosa succede se io lascio l'auto fuori dal posteggio? Ci sara' certamente quello che lo fa. E se posteggiando la rigo? Nessuno farebbe notare di aver danneggiato l'auto, gettando la colpa sull'utente successivo che non guarda la carrozzeria prima di prendere in consegna l'auto. E se dico di aver perso le chiavi e poi la uso di nascosto? E se... faccio qualcosa da non fare, chi mi viene a prendere?

Insomma, un elenco di italiche astuzie.
Per cui mi e' venuto da pensare: possibile che quando c'e' una buona idea, bisogna dimostrare che non funziona? Inoltre: bisogna subito pensare a come girare attorno alle regole per fregarle? "No, certo, io non lo farei mai, dicevo solo che molti altri lo farebbero". Quindi, immediatamente ci vuole un'incastellatura di leggi e soprattutto di pene per colpire i delitti, che certamente verrebbero perpetrati usando un sistema ingenuamente posto al servizio del pubblico, cioe' di tutti. Ovviamente, il crimine viene fatto solo dagli altri.
Perché?
Se sapete la risposta, ditela, io non la conosco.
Sarà un caso che le nostre leggi siano così complicate? Non sarà che bisogna pensare a tutto quello che la persona media si può far venire in mente per aggirare le regole?
Non sono un esterofilo, ma mi sembra che sia un atteggiamento tipico italiano; in altri stati ho sempre trovato uno stile del genere: "è una cosa utile, perciò si fa", non si pensa subito a come approfittarne. Anzi, se possibile chi ne approfitta non è morale (prima di essere illegale) e viene isolato.
In Inghilterra, il ragazzino che copia a scuola, di solito si vergogna di farlo; in germania nessuno si vanta di non pagare le tasse e se qualcuno getta cartaccia per terra, ci sono altri pronti a spiegargli perché non deve farlo. Noi mettiamo gli autovelox sul tom-tom, in modo da poterci scatenare nei tratti liberi, tanto lì nessuno ci vede.
Ma allora, abbiamo sul serio tutti i diritti di lamentarci dei nostri politici oppure alla fine sono soltanto specchio di un modo di fare?

strillato sottovoce da: massaInerziale alle ore 01:13 | link | commenti
categorie: discussioni
addí, venerdì, 11 maggio 2007

Family Day, Politics Day

D'accordo, ormai ci siamo abituati: ogni cosa che facciamo deve assolutamente assumere un significato politico, nel senso più dispregiativo del termine. È quindi occasione di schierarsi, per sommergere il nemico in una massa di consensi (avere idee diverse sulla società, sul modo di vivere, non significa essere nemici, ma tant'è...).
Coadiuvati da una stampa abituata ormai a non riportare notizie, bensì a costruirle e gonfiarle, ecco le manifestazioni a favore della famiglia. Perché, ci sarebbe qualcuno che è contro la famiglia? La famiglia è in pericolo tanto da doverla difendere?
La famiglia si difende non con l'andare in piazza (magari con la famiglia, sì, ma non la prima - diciamo l'attuale), si difende con le azioni di tutti i giorni nella vita di coppia. Forse stiamo rischiando che qualcuno entri nelle case delle famiglie (quelle regolari) e ordini loro di sciogliersi? A chi serve? A qualcuno che ha l'amante ma vuole esortare il/la consorte a non chiedere il divorzio?
Sono sposato da 23 anni (regolarmente!) e ne sono contento; però non sento necessità di difendere la famiglia, nessuno mi spinge a rompere. Viene detto che tutta l'Italia condivide questi valori: allora perché correre all'armi per difenderli? Non resta nessuno a difenderli.
Questa difesa non necessaria mi sembra una cosa del genere: "io sono sposato, ho certi privilegi, me li sono guadagnati, gli altri no, pussa via!" Allora, è un'impresa così tremenda sposarsi? Tanto da doverla superare per ottenere un premio?

Se invece il family day è solo una manifestazione contro i diritti delle coppie di fatto... prima di tutto perderebbe tutta la poesia melensa che si legge in questi giorni. E poi, non sarebbe poi tanto corretto discriminare chi decide di vivere in modo diverso; forse una coppia non sposata (in chiesa, eh!) toglie importanza a chi invece sposato lo è? Perché qualcuno dice di essere per le libertà e poi detta le regole di vita di altri, (a parte le normali leggi necessarie ad una società)?
Io sono per la possibilità che ogni coppia deve avere di vivere sotto lo stesso tetto e di mostrare alla società che quella coppia si è scelta l'un l'altro/a.

E poi, siamo così sicuri che questo argomento debba avere tutta questa importanza? Sta per andare in parlamento una proposta di legge sul conflitto d'interesse. Ci sono le riforme delle pensioni. E noi? Si litiga sui diritti di una coppia? Suoniamo mentre il Titanic affonda?

strillato sottovoce da: massaInerziale alle ore 23:27 | link | commenti (2)
categorie: discussioni, politica
addí, giovedì, 03 maggio 2007

Terrorismo... ideologico???

Da quando in Italia è stabilito che esprimere un'opione è diventato terrorismo?
Non erano definiti tali nemmeno i concerti degli U2 al tempo dell'IRA; e allora?
Per un vero fedele, la Chiesa non sbaglia mai, è un dogma. Quindi i veri fedeli non sono smossi da quello che può essere detto durante un concerto.
Gli altri? Una crociata di questo genere non può che farli restare ancora più saldamente sulle proprie posizioni.
Cui prodest? mi chiedo. Forse chiamare all'armi  i fedeli in questa ennesima crociata? Meno male che quel potere armato non esiste più, altrimenti eravamo già sotto assedio.

Non voglio nemmeno entrare nel merito della discussione se sia vero o meno quanto detto da Rivera (che personalmente non conosco); quando ho sentito del putiferio, sono andato a leggere quanto era stato detto: che si sia contrari o favorevoli, non mi sembra che il fatto meriti questa coda. Può al massimo influire sugli incassi del Rivera quando farà i propri giri estivi. E magari si vedrà qualche scritta in più contro il capo della CEI, ma sarà stata provocata proprio dalla reazione.
E' invece da sottolineare che, seguendo ormai la moda imperante, chi esprime un'opinione contraria non provoca una discussione: provoca una crociata! Il confronto di idee non esiste più: o la pensi come me, altrimenti sei un cretino (o un terrorista). Nessun rispetto per le idee altrui e quindi le proprie non possono essere soggette a critica. Devono essere bollate come contrarie a qualche principio fondamentale.
Ottima politica. Probabilmente siamo l'unico stato in cui possa succedere qualcosa del genere. Se si escludono gli stati a direzione religiosa, di solito portati ad esempio di quel che non si deve fare.

strillato sottovoce da: massaInerziale alle ore 14:04 | link | commenti (3)
categorie: discussioni, politica, notizie
addí, martedì, 01 maggio 2007

Bangkok 2007

"E’ tecnicamente ed economicamente fattibile stabilizzare le concentrazioni di gas serra nell’atmosfera a condizione che sia incentivato l’ulteriore sviluppo e messa in pratica di una serie di tecnologie".
Questo si legge nel sommario del rapporto ONU sullo stato dell'inquinamento del nostro pianeta. Inoltre viene sottolineato quanto oggi il problema sia urgente, più di quanto espresso nel 2001. In altre parole, dal 2001 ad oggi è stato fatto poco o niente per tentare di frenare il degrado. Tuttavia, questo sommario è quasi una speranza: dice che siamo in grado di fare qualcosa!
Però...
Sappiamo come gli USA abbiano da tempo rifiutato gli accordi di Kioto, nonostante siano i maggiori emettitori di anidride carbonica; tanto per non essere da meno, ora anche la Cina (guarda un po', sta per superare gli USA per la CO2...) dice che non è così facile, costerà molto di più di quanto si dice e che, dopo tutto, devono essere gli altri paesi a frenarsi: loro possono continuare.
Ho l'impressione che qualcuno non abbia capito che si trova nella stessa barchetta di tutti gli altri; o si rema tutti assieme o non servirà a nulla, soprattutto se a remare in altre direzioni saranno i più grandi inquinatori. Alla fine sulla barchetta resterà solo un mucchio di soldi, ma nessuno che li potrà spendere.

strillato sottovoce da: massaInerziale alle ore 01:34 | link | commenti
categorie: notizie, ecologia