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Utente: massaInerziale
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addí, mercoledì, 31 maggio 2006

Calcio pulito

Due parole sul tifone che sta avvolgendo il calcio.
Quando si parlava delle inchieste di Milano, le si chiamava "mani pulite".
Seguirono altri esempi in cui il concetto di pulizia era sempre in vista (bla_bla pulito, ecc...).
Oppure si aggiungeva il suffisso 'opoli' (es. tangentopoli. Ora che si parla di calcio... calciopoli, come dice qualcuno, sta veramente male. Propongo che il fenomeno venga chiamato 'palle pulite'.

strillato sottovoce da: massaInerziale alle ore 00:51 | link | commenti
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addí, domenica, 21 maggio 2006

Controllati e controllori

Già i romani dicevano "Chi controllerà i controllori?". E il detto resta attuale anche oggi. Secondo un articolo di Le Scienze, riferito al Journal of the American Medical Association, gli studi sugli effetti dei farmaci darebbero risultati diversi statisticamente significativi a seconda che a condurre lo studio sia un'organizzazione no profit o una che deve invece fare profitto.
E, guarda caso, gli studi effettuati da enti con fini di lucro dimostrano spesso la bontà di nuovi farmaci (quasi il 70% delle volte), mentre quelli effettuati dai no-profit arrivano al 50%. Il tutto su un campione di più di 300 studi.
La pubblicazione si affretta a dire che una parte della differenza potrebbe essere giustificata dal tipo di indagine: i no-profit cercherebbero gli effetti clinici, difficili da provare, mentre le altre organizzazioni cercherebbero effetti misurabili tramite strumenti e quindi più facili da evidenziare.
Questo tentativo di salvare tutti mi pare però tirato per i capelli; a parte che considero più importanti gli effetti clinici, in quanto alla fine chi ci deve essere curato è un paziente fisico e non alcune sue manifestazioni strumentali. Il fatto è che se un nuovo medicinale ha un effetto così piccolo da non poter essere visto dal punto di vista clinico, ma solo strumentale, beh... forse non ha quel gran effetto sui pazienti e forse è quasi inutile, considerando anche le possibili interazioni con altri farmaci.
In più, il fatto che le prove cliniche forniscano un risultato praticamente del 50%... mi puzza tantissimo. 50% è una percentuale magica, che salta fuori spesso quando ci sono due possibilità e che fa pensare che la colpa di tutto sia... il caso! Possibile che su un numero di casi che non possiamo definire piccolo, la metà di questi abbia mostrato differenze e la metà no???
La cosa più buona che mi può venire in mente è che le industrie farmaceutiche stiano andando a caso: per ogni farmaco buono, se ne prova uno non efficace. Mi sarei aspettato prove più mirate dai costosissimi laboratori farmaceutici; quando si arriva alla sperimentazione clinica, il farmaco è all'ultimo stadio prima dell'introduzione sul mercato e quindi ha superato tutti i controlli interni: questo significa che nella metà delle volte si è sprecato soldi ed energie.
Certo, sto stiracchiando un po' la statistica, ma questo 50-50 mi dà veramente da dire.... Siamo sicuri che ripetendo gli studi otterremmo per ogni farmaco lo stesso risultato? In altre parole: tutti i farmaci in commercio, che ci vengono prescritti e che in qualche modo paghiamo tutti... sono tutti efficaci? Come mai mi viene in mente il caso delle multinazionali del tabacco, che stavano per dimostrare come non sia accertato che il fumo fa male?
Una leggenda metropolitana dice che non ci sono più di 10 farmaci che funzionano, gli altri sono neutri o dannosi. Spero che non sia così.

strillato sottovoce da: massaInerziale alle ore 00:35 | link | commenti (3)
categorie: notizie, salute
addí, sabato, 20 maggio 2006

Navigare, navigare...

Ci siamo, almeno negli States: diventa sempre più grande la percentuale di impiegati che, nelle pause del lavoro, preferisce restare alla scrivania attaccati ad internet, invece di darsi alla droga più usata nel mondo: il caffé. Insomma, stanno andando verso un mondo dove avranno la pausa internet, invece della pausa caffé. Intendiamoci: per me è già così oggi: non sopporto il caffé e lo vedo solo come mezzo, per esempio, per star svegli una nottata, cioé quasi come medicinale. E come tale, non mi dà alcuna soddisfazione. Però l'assunzione della droga quotidiana è l'occasione di scambiare quattro chiacchiere con la fauna che vive in ufficio ed i contatti umani reali sono pur sempre meglio di quelli virtuali, anche se questi ultimi sono più facili: i timidi diventano sicuri, ci si nasconde dietro identità inventate, ecc ecc... Non sarà che l'avanzare di internet sul caffé è solamente un indizio di una pigrizia a coltivare rapporti più veri e difficili, magari anche col collega antipatico; quindi sinonimo di una qualche chiusura?

strillato sottovoce da: massaInerziale alle ore 01:02 | link | commenti (2)
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addí, martedì, 16 maggio 2006

Sogni (tele)comandati

Da un centro di ricerca della Stanford University sembra saltar fuori che potremmo in qualche modo influenzare i sogni in modo da evitare gli incubi. E' consigliato dormire con una piccola luce in camera (ma da bambini non lo facevamo? Eravamo già furbi, allora) e gli incubi se ne vanno. Se poi uno si sacrifica, aspetta che un amico sia addormentato e poi gli fa annusare un buon profumo, i sogni dolci sono assicurati (per lui - l'altro invece non dormirà gran che). Poi bisogna fare in modo che, dopo aver fatto i bei sogni, ce li possiamo anche ricordare (che rabbia quando non sappiamo cosa abbiamo sognato, ma abbiamo solo un vago ricordo, vero?); per cui dobbiamo svegliarci al più presto possibile. Cioé: dormire, sognare (con l'aiuto dell'amico/a) quanto di più dolce e poi immediatamente svegliarsi, mentre si è ancora quasi in fase REM e comunque a non più di 5 minuti dalla fine del sogno. Sogni d'oro! Ah, a proposito: il ricercatore si chiama William Dement...

strillato sottovoce da: massaInerziale alle ore 00:12 | link | commenti (3)
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addí, mercoledì, 03 maggio 2006

La battaglia d'Inghilterra...

...questa volta è una cosa interna, combattuta dai leader inglesi a colpi di abitudini casalinghe: il leader dei conservatori, D.Cameron, ha dichiarato che per fare qualcosa per il caro petrolio e per l'ambiente, va normalmente al lavoro in bicicletta e si farà installare una turbina a vento sul tetto di casa. Ma il sindaco di Londra, K.Livingston, ha effettuato un exploit favoloso: ha infatti dichiarato che a casa sua, da 15 mesi nessuno tira più l'acqua dopo la pipì. E' da sperare che dall'altra parte non si arrivi a consigliare di non tirarla più del tutto, anche dopo lieti eventi più pesanti ed invasivi che possono succedere in bagno, dove già colpisce la mancanza del bidet.
Facendo due conti, considerando un uso medio pro-capite di 4 volte al giorno, per un volume di circa 3 litri per volta (livello al minimo), avremo comunque un risparmio di 12 l/giorno, cioé 84 l/settimana, circa 4300 l/anno, problemi di vescica esclusi. Per una famiglia di 3 persone, si tratta di più di 12000 l/anno. Mica pochi. Adesso vado a mettere un cartello nel mio bagno.

strillato sottovoce da: massaInerziale alle ore 00:29 | link | commenti (1)
categorie: notizie

Riflessioni

Beh, finalmente, dopo una certa suspence il presidente del consiglio uscente si è dichiarato... uscente sul serio. Occasione per qualche riflessione. Da quando partono i miei ricordi di politica, almeno 35 anni fa, non ricordo che un PdC lasciasse la sua carica e venisse rimpianto da qualcuno, tanto meno da circa la metà degli italiani. Anzi, era già tanto se non si sentiva un sospiro di sollievo provenire da tutta Italia, speranzosi, probabilmente a torto, di chi doveva venire dopo. Nel frattempo, le sinistre stanno ancora domandandosi perché hanno perso così tanti voti, pur avendo vinto.
La base di Forza Italia reagisce creando a tempo di record il sito grazieberlusoni.eu (ma i domini .eu non erano riservati alle ditte ed i privati venivano dopo? Boh!), in cui si trovano centinaia di messaggi di incoraggiamento (non ho visto insulti: strano, nessuno della sinistra ha tempo da perdere?) e di augurio a tenere duro e a tornare al comando. Davanti al Quirinale, c'era gente in giacca e cravatta con bandiere azzurre e qualche lacrima.
La base delle sinistre reclama di cambiare i vertici, vista la vittoria risicata; si nota quasi una paura a governare. Sembra quasi che si pretenda un coniglio dal cappello dal nuovo governo e discorsi perfetti e bipartizan da parte dei neo presidenti delle camere.
Ridimensioniamo un po' le cose: cosa è successo? Semplicemente, ci sono state le elezioni. Il momento più alto di partecipazione alla res pubblica. La parte che aveva governato è stata battuta ed ha vinto l'altra. Nulla di più. E' accaduto prima e succederà in seguito. Non capisco il clima da guerra civile. Ho letto su vari blog quelli che sembrano bollettini di guerra: la democrazia non esisterà più, dobbiamo cambiare tutto quanto è stato fatto, rimpiangeremo il passato; basta andare indietro di qualche settimana per trovare l'accusa di brogli, la più infamante per uno stato democratico.
E poi ci si stupisce se alla prima manifestazione ci sono i fischi (mai comunque mancati in questi anni) e i soliti cretini che approfittano della situazione per darsi allo sport preferito: lo spegnere il cervello.
Dimostriamo a questa classe politica che abbiamo un cervello e che sappiamo usarlo, da qualunque parte stiamo. Dimostriamo di non cadere come allocchi davanti allo schermo tv appena compare un imbonitore. Costringiamo i politici a trattarci da persone intelligenti.

strillato sottovoce da: massaInerziale alle ore 00:13 | link | commenti
categorie: politica