Sta per accadere di nuovo! Il rito per cui si decide per legge dove deve stare il Sole nel cielo!
Tra poco si torna a non risparmiare più! (ma quale risparmio!!!)
Proprio così: si sta per rifare per l'n-esima volta il cambio tra ora solare e ora legale (in inglese si ha persino l'ardire di chiamarla daylight saving, il risparmio della luce diurna).
E io ci metterò un'altra settimana a tentare di convincere tutte le mie funzioni vitali che il Sole, questa volta, è in ritardo di un'ora.
Esortazione: decidete quale ora vi piace di più, ma poi non rompete più i gioielli di famiglia con 'sti cambi...
Se abbiamo bisogno che sia un comico, anche se molto bravo, a ricordarci che dovremmo godere tutti di libertà di opinione... bene, insomma: siamo ben presi....
Ho qualcosa che non va in me?
Mi baso sui seguenti punti.
1. Non riesco proprio a seguire programmi che mostrano come cretini famosi passano il tempo su un'isola deserta (o che dovrebbe esserlo); stiamo perdendo un'ottima serie di occasioni per lasciarceli lì (la comunità dovrebbe pagare perché restino là); propongo di tenere libere primarie per mandarci anche altri rappresentanti. La zona verrebbe poi segnalata sulle carte nautiche come pericolosa, da evitare.
2. Non riesco a comprarmi un telefonino ogni 3 mesi e mi tengo il vecchio da 5 anni, con vecchie suonerie. Questa penso che sia la cosa più degradante; ma proprio non riesco a sentire il bisogno della "cavalcata delle walkirie" prima di ogni telefonata in arrivo ed il blutut non mi appassiona. Non parliamo del tri-band, dell'UMS, MMS, UHM, EHM, BRR, wifi, hiphiphurrà,...
3. Non riesco a farmi gli affari degli altri. Ho già dei grossi problemi a seguire i miei, che rappresentano una buona palestra e mi assorbono quasi completamente. Non riesco a coinvolgermi nelle faccende di i capi-industria trovati a sniffare funghi appena raccolti, dopo aver finito tutte le altre sostanze utilizzabili, compresi gli arbre-magic dell'auto.
4. Non riesco a partecipare a 10 newsgroup, 6 forum, 3 chat room e 15 mailing list, dando comunque il meglio in ciascuno di quei gruppi virtuali. Il tutto non dimenticando che devo anche mantenermi vivo (cit.), lavorando per 37,5 ore medie alla settimana.
5. Non riesco a costringermi a divertirmi nei momenti dedicati a tale scopo dalla società. Questo mi fa temere l'aggravante di essere piuttosto asociale (chi non si diverte con me, influenza aviaria lo colga). Non sento il bisogno di scaraventarmi fuori casa al sabato mattina per andarsi a divertire in coda sull'autostrada.
6. Non riesco nemmeno a seguire a bocca aperta di meraviglia i duecento soloni che vomitano libri che diventano di moda per un mese, guai a chi non ne ha una copia in casa e sei mesi dopo nessuno ricorda più. Non ce la faccio a pensare di essere intelligente solo perché sto leggendo un libro difficile, consigliato dalla critica.
Non riesco a fare molte altre cose. Probabilmente dovrei essere riprogrammato in qualche gulag, meglio se virtuale, che fa trendy oppure cool. Spero di poter far meglio in futuro e di integrarmi meglio, di cantare più in coro con gli altri. La vita del salmone è più difficile di quella degli altri pesci.
Però, magari, si divertono di più.
In questi giorni si sta parlando di Kate Moss, trovata in possesso di droga per uso personale. Non perseguibile per legge, ha però subìto una punizione immediata: il produttore per cui lavorava ha interrotto il contratto, adducendo danni di immagine per il proprio prodotto, che evidentemente ha bisogno di avere una parvenza di pulizia cristallina per essere venduto (come se i prodotti Mulino Bianco fossero sul serio fatti in una fattoria a conduzione familiare...). Tutto questo ha però fatto nascere un movimento nell'ambiente, che difende la modella, sulla base che si tratta di vita privata.
Siamo finiti in un anello chiuso, pieno di ipocrisia, sbagliato già in partenza.
La difesa d'ufficio mi sembra del tipo "ridatele il lavoro e lasciate che si droghi, è la sua vita privata, non dà fastidio"; posizione così cinica che non so come commentare. Qualcuno, per difenderla, dice che lei è proprio così, senza rendersi conto che non è propriamente un complimento.
Domandiamoci invece perché Kate si droga.
Butto a caso: deve sempre interpretare un ruolo e non è mai sé stessa; deve fare 400 sfilate e sedute fotografiche all'anno; la sua vita è sparpagliata tra Parigi, NewYork, Berlino, Roma, senza avere una tana fissa; deve sempre essere al meglio, altrimenti le foto vengono rifatte, la sfilata viene criticata e i contratti diminuiscono; deve spesso vivere in un mondo dove tutto è solo apparenza; deve mantenere una dieta strettissima che porterebbe alla depressione una persona normale....
Perché questo? Fare più lavori significa guadagnare più soldi, per sé (anche per comprare altro carburante) e per tutto l'entourage che la circonda, che vive sulle uova d'oro della gallina di turno. Una modella del genere fa vendere di più e gli azionisti delle società sono contenti che Kate lavori a quei ritmi, così può continuare a generare soldi. Ogni giorno di riposo è un mancato guadagno ed anche una possibilità per le concorrenti.
Ma ora entriamo nell'utopia, entriamo in un mondo più tranquillo, più centrato sull'individuo.
Kate guadagna meno di prima, ma pur sempre molto; ha perciò tempo di farsi gli affari suoi e non ha bisogno di essere sempre al massimo, perché una seduta fotografica può essere ripetuta e le ditte lo sanno. Per questo non pensano a stracciare contratti, che vengono costruiti anche sulla fiducia e conoscenza reciproca. I lavori non più fatti da Kate vengono presi da altre ragazze, meno fortunate nel trovare la via ma altrettanto brave e dotate. Dall'altra parte, i prodotti vengono acquistati perché piacciono, per la loro qualità, per la necessità e non perché sono pubblicizzati da donne strepitose.
...mah, dopo tutto avevo avvertito che entravo nell'utopia...
Template by splinder.com (modified)