Dati della città di Tokio tratti da un articolo pubblicato su una rivista Alitalia:
Spazio privato: 66% in meno rispetto alla media europea;
in media gli alloggi sono di circa 55 metri quadrati, rispetto agli 85 di Roma;
il 5% della sua superficie sono dedicati a parchi (30% per Londra);
3 pendolari su 4 fanno un percorso di più di 1 ora per recarsi al lavoro ogni giorno;
il 70% non dorme più di 6 ore per notte;
il costo della vita è del 50% più caro di quello di New York;
la vita media di un edificio è di 26 anni (44 anni per New York).
A vederla così, sembra che viviamo meglio noi... eppure sembrano molto contenti... soprattutto quando vengono qui.
Le vere differenze non sono le razze, i colori, le religioni. Sono i modi di vita: a quelli è difficile abituarsi.
Da un po' di tempo c'e' la mania di fare
incroci di tutto (per non dire imbastardire...:-)
Una volta c'erano i mandarini e gli aranci; oggi,
meglio il mandarancio, cosi' fai prima, te li mangi
entrambi.
Trota salmonata???? O trota o salmone! Accidenti!
Succo ace (mi pare carota, limone e... boh!); chi ha piu'
visto una limonata? Intendo la bevanda...
Mela+kiwi? Mah, fino ad una 20ina di anni fa, non
sapevamo nemmeno cosa fosse il kiwi: la massima
libidine arrivava all'ananas.
Creckers con gia' dentro pomodoro e basilico: basta
aggiungere la mozzarella ed il gusto e' identico alla
pizza.
E i vecchi biscotti? Zucchero, latte, fior di farina...
e aggiungiamo gia' direttamente il miele (si evita
di spalmarlo), amido di riso (ma quando mai il riso
entra nei biscotti?). E lascio perdere i 50 tipi di
cereali e 60 di integrali.
E lasciamo anche perdere i biscotti dietetici, che
costano di piu' perche' ti hanno tolto della roba da
dentro (ma non dovrebbero costare meno, allora?)
Ci sono anche i biscotti al latte: ma allora negli
altri cosa c'e'???
Visto che ci siamo: dove sono finite le pateche?
Quelle enormi fette di anguria vendute sulle
bancarelle? Per rilanciarle dovremmo fare le angurie al
formaggio, con una spruzzata di salvia (succo di
salvia, ovviamente).
PS: ho sentito da poco di un miele al tartufo; non sapevo che api scendessero sotto terra per fare un simile miele.
Vado a dormire verso le 2:00, come faccio sempre qualunque cosa
abbia fatto durante la sera (sabato: interazione tra bambino e
Madagascar...).
Mentre chiudo la tapparella, vedo che sta piovendo abbastanza forte.
No problem, si dorme bene quando piove: "senti che bel rumore",
come dice Vasco.
Come sempre mi addormento in 2 minuti e 10 secondi netti.
Sogni vari, in cui un tizio piccolino ma con voce tonante
mi spiega cose che durante il sogno sono perfettamente logiche,
ma che dopo risultano talmente incredibile da dimenticarle.
Ad un tratto, passo al dormiveglia e mi accorgo che la voce
tonante appartiene proprio ad un temporale, che ha trovato
molto divertente sfogarsi sopra al mio quartiere.
Mi dico che la pioggia va bene, ma il temporale e' troppo: ma
dato che ha ragione lui, tento di continuare a dormire.
Pian piano i tuoni se ne vanno, ma sento che la pioggia non
smette, continuando a venire con un rombo abbastanza forte.
Poi mi rendo conto che non sento piu' le gocce sulla ringhiera,
ma il rombo continua.
Piuttosto dubbioso, alle 4 mi alzo e apro la tapparella del bagno:
quello che vedo mi fa pensare... non so proprio cosa...:
sul retro del palazzo, dove di solito c'e' un cortile, ora
c'e' una distesa d'acqua. Guardando le ruote delle macchine
giudico in almeno 10 cm la profondita' dello strato acquoso.
L'alimentazione proviene da un buon ruscello di montagna,
che scende gioioso ma melmoso da una piccola discesa e si getta,
con maggiore entusiasmo nel cortile.
Dato che il palazzo e' almeno a 5 metri dalla strada sottostante,
mi domando come sia possibile. Apro in cucina e vado sul balcone:
piccole dighe di rami, pietre, pietroni, mattoni tappano
tutti i tombini e impediscono all'acqua di scendere in strada.
Dove, tra l'altro, gigioneggia almeno 60cm di altra acqua
melmosa (ho visto tornare indietro un fuori strada baldanzoso).
Mi caccio addosso un paio di braghe corte sul pigiama; non
avendo stivali di gomma (e a cosa mi servirebbero altrimenti?)
mi metto i doposci (se tengono la neve, terranno anche questa
sorta di roba liquida) e una mantella da pioggia gialla di
Gardaland.
Avviso mia moglie, che mi osserva come
farebbe con un marziano e scendo giu', dove trovo 5 cm
d'acqua nel portone (bene! Odiavo quella passatoia!).
Incontro i primi condomini che stanno correndo all'armi:
scope, ramazze e, i piu' fortunati, vanghe (anche qui:
a che servirebbero?).
Il mio garage ha soltanto un paio di cm di poltiglia marrone
e le macchine sono al sicuro.
Ricerca disperata dei tombini, con immersioni nello strano
liquido; personalmente provo a sturare il mio con un seghetto
da 30 cm, l'unica cosa sottile e lunga trovata in garage.
Il vortice dura 2 minuti e si ritappa, con tutta la rumenta.
Nel frattempo, anche mia moglie e' scesa (giubbotto impermeabile
Esso) ed assieme ad altre 2, si inerpica lungo il torrente
improvvisato per cercare di stappare il tombino principale,
responsabile dell'allegria del suddetto torrente.
Il tutto condito da equilibrismi per stare in piedi
sullo strato di fango scivoloso; anzi, scarpe e doposci vengono
catturati dal fango: fatica maggiore ad alzare i piedi.
Per farla breve: si stappano 2 tombini su 4, piu' quello
principale. L'acqua si ritira, lasciando la parte (quasi)
solida con annesse pozzanghere e garage pieni di robaccia.
Il sole sorge e ci vede all'opera: pensando di far bene,
ci manda un'ulteriore pioggerellina per gradire, ma cambia idea
a sentire le imprecazioni (tonanti) di un vicino. Sole
pieno. Si sguazza nell'acqua fino a buttarla tutta in strada,
assieme ad una parte del fango.
I pompieri arrivano, mettono le transenne al sottopasso in
strada e se ne vanno.
Giornalisti che ci riprendono mentre spaliamo melma...
(ma poi non verremo trasmessi su tg3...).
Un'auto e' stata sfondata dalla prima ondata di pietre.
Alle 8 i miei zuccheri sono sotto il livello del fango.
Salgo, faccio colazione e ritorno (questa volta con l'aiuto
di mio figlio, che si sveglia chiedendo perche' stiamo
facendo tutto quel baccano). Alle 10:30 si comincia a
ragionare. Decido d'autorita' che la robaccia nel garage
puo' stare dove si trova. E la moto puo' tenersi un po' di
fango sul sellino ancora per un po'.
Mi butto di traverso sul letto e in 30 secondi netti
mi addormento per una mezz'ora (che porta a 2.5 ore
il totale di sonno).
Nel pomeriggio, via il fango nel cortile dietro (mi fa
un male alla schiena tremendo: provate voi a togliere fango
usando una scopa!), anche se ne rimane ancora meta'.
Alle 5 devo decidere: o gettarmi sulla coltre fangosa
lasciando segno indelebile tipo Boulevard delle Stelle
oppure gettarmi sul mio letto. Decido per la seconda.
Domani si va a lavorare, per fortuna! Basta con le feste.
C'è un tizio dell'Interaction Design Institute che ha progettato un software che trasforma i contatti della rubrica di un palmare in avatar. Fin qui nulla di strano; il fatto è che questi prendono vita nel palmare e diventano esosi: se non chiamiamo una certa persona per un po', il suo alter-ego elettronico sta male, si arrabbia, finché non gli mandiamo almeno un sms. Dimenticarsi un compleanno li fa andare su tutte le furie. In pratica questo software ci dice se stiamo gestendo al meglio le nostre conoscenze, i nostri amici e parenti. E ci dice anche cosa fare per migliorare i contatti. Mi fa venire in mente una delle affermazioni del signor Block: Il segreto del successo è la sincerità: se riesci a simularla, sei a posto.
Certo, per l'inventore si tratta solo di un gioco: dopo tutto è divertente vedere cosa il software è capace di fare se non seguiamo i suoi consigli. Ma dopo un po', per qualcuno la cosa diventa più seria di un gioco. È bello avere qualcosa che ci dice cosa fare: non si dimenticano le ricorrenze meglio che con un allarme-sveglia, un'occhiata alla piazza virtuale e sappiamo chi ha bisogno della nostra attenzione... fino a scoprire che non siamo più in grado sul serio di gestire i contatti con i nostri amici se non ci viene detto dal palm. E il cervello, già ridotto dagli assalti della pubblicità, dalla TV, dalle 30000 informazioni che ci arrivano in contemporanea, viene ridotto al minimo dal non saper nemmeno comunicare con gli altri, dal non pensare.
I romanzi di fantascienza, questo non lo avevano previsto.
Allora, a giudicare da quanto mi arriva nelle varie caselle di posta (chi non ne possiede almeno 2 o 3?) qualcuno ritiene assolutamente necessario che io tenti di entrare nei siti di varie banche, anche quelle di cui non sono cliente. Allo stesso modo, qualcun'altro ritiene che io abbia bisogno di assumere stimolanti per la sfera sessuale o anche mezzi meccanici per aumentare certe dimensioni di questa sfera (se così la vogliamo chiamare).
Altri ancora vogliono vendermi automobili americane (in Italia non c'è mercato?) usate funzionanti alla perfezione; quasi quasi gli chiedo se me la portano in Italia. In conseguenza all'acquisto di questa auto, andrei in rosso con la carta di credito. Niente paura, altri (o magari gli stessi) si offrono di cancellarmi il debito dandomi una nuova identità economica. Lasciamo perdere le webcam di varie specie, ormai è una consuetudine; dovrebbero inventarsi qualcosa di nuovo.
Quante belle cose in rete! E non riempiono nemmeno la buca delle lettere nel portone di casa! Spam ecologico, direi. Un bel catalogo dell'inventiva umana, ma anche di ordinaria depravazione.
Urca! Esiste in giro da poco un trojan che ti disconnette il PC da internet e ti riempie lo schermo di esortazioni religiose non appena ti connetti ad un sito porno. Dato che sembra che i collegamenti a tali siti provengano per la maggior parte dagli uffici, vorrei proprio vedere la faccia di qualche impiegato mentre spiega al proprio capo come ha fatto a prendersi quel virus :-) Se poi quel capo fosse una donna... beh, le si potrebbe dire che per motivi religiosi non si vuole più usare il computer... e alla fine potrebbe anche essere vero! Per una volta, sono quasi d'accordo con questi programmatori di virus, esortazioni coraniche escluse.
Beh, ormai sembra che ciascuno di noi debba avere un blog... "E allora perché no?" mi son detto. Dopo tutto non è giusto che solo i miei amici possano sentire le mie importantissime idee, ci sarà certo un pubblico disponibile ad ascoltare....
Bene, oggi 6 settembre 2005 comincia anche il mio blog e vediamo cosa ne riesco a tirare fuori! Salutoni a chi, per sbaglio, è passato da qui, chiedendosi magari cosa voglia significare il titolo del blog: in verità, proprio niente, mi piaceva il suono, oltre ad una certa affezione per l'..inerzia.. un giorno forse spiegherò ai viandanti della rete il perché di questa tendenza all'inerzia..
Per ora... stappiamo bottiglie (solo moscato dolce, per favore, non mi piacciono i vini secchi!), ho appena scritto il mio primo post!!!
Spero che i successivi saranno un po' migliori e, magari, con qualche significato in più... Buona notte!
Template by splinder.com (modified)